Matteuccia rivive: erbe, fuoco e il peso della memoria

Matteuccia rivive: erbe, fuoco e il peso della memoria

Teatro e storia ridanno voce alla strega di Ripabianca

di RitaPaltracca

Nel cuore della città di Todi e nell’ambito della rievocazione storica della Disfida di San Fortunato (10-11-12-14 ottobre 2025) ritorna la storia e l’eco di una vicenda antica, ma ancora vibrante di significati, quella di Matteuccia da Todi, meglio conosciuta come la  Strega di Ripabianca, che prenderà vita con la messa in scena di uno spettacolo teatrale che intreccia storia, memoria e arte, dal titolo “Lei legge le erbe: per tutti. Matteuccia”.

 

Lo spettacolo si terrà sabato 11 ottobre 2025, suddiviso in due momenti distinti ma complementari. Alle ore 18:00 in Piazza del Popolo si assisterà a scene itineranti che ripercorrono la vita vissuta di Matteuccia, ricostruita con rigore storico e tratte dalle fonti dell’Archivio Storico del Comune di Todi. Un percorso che coinvolgerà il pubblico in una dimensione immersiva, tra vicoli, piazze e atmosfere medievali.

A seguire, alle ore 19:30 nella suggestiva cornice della Sala delle Pietre, si terrà il Banchetto Medievale in Costume.
Una serata immersa nelle atmosfere del passato, arricchita dalle affascinanti esibizioni dei Falconieri del Re, del Trio DODO, della Compagnia di danza medievale de Peroscia e dei Tamburini. Prenotazione obbligatoria entro l’8 ottobre presso l’Ufficio Turistico IAT TOUR PLUS tel. 075 8956227.

La seconda parte, alle ore 22:00 sempre in Piazza del Popolo, sarà dedicata al processo e al rogo della strega, una messa in scena potente e suggestiva. La serata vedrà inoltre la partecipazione del Gruppo Storico Spadaccini di Assisi e della Compagnia di danza medievale de Peroscia (nata grazie alla rievocazione storica di  Perugia – “Perugia1416”) e La Compagnia della Ruggine, che contribuiranno a rendere ancora più intensa e coinvolgente la rappresentazione.

Matteuccia di Francesco, nacque nel 1388 a Ripabianca, piccolo borgo vicino a Deruta, ricordata per secoli, come “la strega di Todi”, era una “Domina Herbarum”, una donna esperta e rispettata, anche se temuta, per le sue capacità di guarigione e di conforto. Il suo sapere veniva richiesto per alleviare dolori fisici e spirituali, per risolvere questioni di cuore e per aiutare chi si trovava in difficoltà. Tuttavia, la sua scienza era avvolta da rituali che la comunità dell’epoca fatica a comprendere, e la differenza tra benevolenza e sospetto si dissolse in un clima di paura e accuse. La sua amicizia con Braccio Fortebracci, noto condottiero e signore di un vasto territorio che comprendeva Perugia e, per un breve periodo, anche Todi, non le garantì protezione. Bensì quella relazione la espose ancora di più al giudizio implacabile delle malelingue e dell’Inquisizione. Nel 1425 iniziarono le accuse che portarono Matteuccia davanti al tribunale dell’Inquisizione, dove venne definita come una potente fattucchiera, capace di malefici e sortilegi oscuri. Il processo, basato su testimonianze di persone considerate “di buona fede”, dipinse un quadro inquietante, Matteuccia avrebbe utilizzato oggetti incantati per infliggere sofferenze e infermità, avrebbe praticato riti misteriosi e persino affermato di nutrire un rondinino con lo zucchero per legare a sé la volontà altrui. Le accuse si moltiplicarono, arrivando a coinvolgere perfino infanticidio, un’accusa terribile che la condannò a morte. Il verdetto fu eseguito il 20 marzo 1428, quando Matteuccia fu arsa viva a Todi in Piazza del Montarone, poco distante dall’attuale Piazza del Popolo. Un rogo che simbolicamente segnò non solo la fine di una donna, ma l’ennesimo capitolo della persecuzione contro chi, soprattutto donne, si discostava dalle rigide norme della società e della Chiesa del tempo.

Oggi, la figura di Matteuccia riprenderà un’anima e un corpo grazie al progetto Kamaleontis, frutto della collaborazione tra l’Associazione Artò APS, la regista e scrittrice Silvia Imperi e un gruppo di amici composto da Gianluca Angelici, Nicoletta Camilletti, Pamela Ercolanelli, Rosita Papini e Paolo Pizzichelli, insieme a Pamela Ercolanelli anche lei attrice e coordinatrice artistica. La rappresentazione non è solo una ricostruzione storica, ma un viaggio collettivo e intergenerazionale, un atto di riscoperta di una figura spesso relegata all’ombra della leggenda e del pregiudizio.

L’evento si inserisce nella più ampia cornice quella della Disfida di San Fortunato, un appuntamento tradizionale che celebra il patrono di Todi e che da anni promuove studi e riflessioni su temi storici e sociali legati alla città e al suo territorio.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con l’Associazione Arcus Tuder, gode del patrocinio del Comune di Todi e del sostegno della Regione Umbria. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

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