Dei figli di Perrotta arriva a Bettona: generazioni sospese sul palco

Al Teatro Excelsior di Bettona il nuovo capitolo della trilogia premiata

La Stagione 25/26 del Teatro Excelsior di Bettona prosegue con uno degli appuntamenti più attesi: martedì 20 gennaio, alle 20.45, Mario Perrotta porta in scena Dei figli, terzo e ultimo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli, premiata con il Premio Ubu 2022 per la miglior drammaturgia. Un lavoro che intreccia teatro, analisi sociale e sguardo generazionale, costruito insieme allo psicoanalista Massimo Recalcati, con cui Perrotta collabora da anni.

Sul palco saliranno Luigi Bignone, Dalila Cozzolino, Matteo Ippolito e lo stesso Perrotta, mentre in video compariranno Arturo Cirillo, Alessandro Mor, Marta Pizzigallo, Paola Roscioli e Maria Grazia Solano. Le voci fuori campo saranno affidate a Saverio La Ruina, Marica Nicolai, Paola Roscioli e Maria Grazia Solano, per un cast che si muove tra presenza fisica e linguaggi multimediali.

Lo spettacolo affronta un tema profondamente contemporaneo: la condizione dei “figli permanenti”, quella fascia di giovani-adulti tra i 18 e i 45 anni che fatica a emanciparsi, spesso sospesa tra precarietà economica, fragilità emotiva e un legame familiare che non si recide mai del tutto. Perrotta racconta una casa-limbo, abitata da vite in transito che sostano per un giorno o per una vita intera, pagando un affitto irrisorio e vivendo in un equilibrio instabile. L’unico punto fermo è Gaetano, il titolare dell’affitto, mentre attorno a lui si muovono quattro esistenze che si intrecciano in un racconto ironico e amaro.

La scenografia immagina gli ambienti come se i muri fossero trasparenti, una casa fluida che riflette la precarietà dei suoi abitanti. A dominare la scena, quattro monitor bianchi come enormi smartphone, sui quali compaiono le famiglie d’origine: genitori, sorelle, cugini. Tredici personaggi che amplificano il senso di dipendenza, aspettativa e irrisolto che caratterizza questa generazione.

Recalcati definisce questa condizione come una delle “grandi mutazioni antropologiche del nostro tempo”: l’adolescenza che si cronicizza, trasformandosi da fase di passaggio a stato permanente. Una difficoltà crescente nel separarsi, nel riconoscersi adulti, nel costruire un’identità autonoma.

Con Dei figli, Perrotta offre uno sguardo lucido e poetico sul presente, interrogandosi su quanto profonda sia la trasformazione delle famiglie millennial e su quanto, nonostante tutto, resti ancora universale e immutabile nel rapporto tra genitori e figli. Un’opera che unisce riflessione, teatro e umanità, portando sul palco di Bettona un frammento autentico del nostro tempo.

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