Un dialogo profondo tra esperti per guarire l’anima e il corpo
Il borgo umbro si prepara a ospitare un momento di riflessione cruciale sulla salute mentale dei più giovani. Sabato 28 marzo 2026, alle ore 17, il nuovo dehor presso l’Area Sosta Camper di Monte Castello di Vibio diventerà il fulcro di un dibattito necessario. L’incontro, intitolato “Fame d’amore: paura del cibo, paura del mondo”, mira a scardinare i pregiudizi che circondano le patologie legate alla nutrizione. La dottoressa Agnese Scappini, psicoterapeuta e curatrice dell’evento, guiderà il pubblico nell’esplorazione del sintomo alimentare inteso come un segnale d’allarme. Il cibo non è il nemico, bensì il mezzo attraverso cui si manifestano fratture identitarie e timori esistenziali. In questo contesto, il corpo smette di essere un involucro per trasformarsi in un foglio su cui vengono scritte sofferenze indicibili a parole, come riporta il comunicato di Add Comunicazione – Michela Federici.
La discussione vedrà il coinvolgimento diretto dei professionisti del Centro Palazzo Francisci di Todi, struttura pubblica riconosciuta come eccellenza nel panorama sanitario nazionale. Silvia Ferri, coordinatrice dell’area sociale, sottolinea la necessità di una lettura precoce dei segnali di crisi. Insieme a lei, la nutrizionista Irene Bellezza e lo psicologo Filippo Magrini analizzeranno l’efficacia dei protocolli assistenziali integrati. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, spesso abbreviati in DNA, colpiscono duramente la fascia adolescenziale, rendendo indispensabile una risposta che sia al contempo clinica e umana. In Umbria, la Asl1 garantisce una maglia protettiva che accompagna il paziente dalla fase acuta alla riabilitazione sociale. La guarigione è un percorso possibile, a patto che esista una sinergia tra famiglia, istituzioni e centri di alta specializzazione.

L’evento non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una visione strategica di rilancio territoriale. Il progetto “Art Academy”, sostenuto dal Ministero della Cultura tramite i fondi del PNRR, vede in queste iniziative lo strumento per combattere lo spopolamento dei centri storici. La creazione di nuovi servizi e la promozione della consapevolezza sono pilastri fondamentali per rendere un borgo vivo e attrattivo. Investire nella salute dei giovani significa preservare il futuro stesso della comunità, trasformando uno spazio fisico in un luogo di accoglienza e cura. La sfida dei prossimi anni risiede proprio nella capacità di integrare la bellezza artistica dei borghi con una rete di supporto psicologico accessibile a tutti, trasformando il disagio individuale in una responsabilità collettiva.
Per maggiori informazioni: tel. 0758780217 | comune@comune.

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