Torna, il 17 febbraio, al Consortium De Majo con uno spettacolo

Torna, il 17 febbraio, al Consortium De Majo con uno spettacolo

Torna, il 17 febbraio, al Consortium De Majo con uno spettacolo

Cresce l’offerta culturale della stagione teatrale 2024 del Teatro Consortium con lo spettacolo musicale di Stefano De Majo che si inserisce nel programma per il 17 febbraio 2024 (ore21). De Majo, protagonista dello spettacolo musicale sul rock degli anni 70 sarà accompagnato dalla sua Band composta da: Alberto Cipolla – Voce e Chitarra, Emanuele Cordeschi Bordera – Voce, Andrea Dominici – Voce e Chitarra, Andrea Guerini – Voce, Claudio Baccani – Chitarra, Michele Cricco – Chitarra, Paolo Scappiti – Basso, Gian Paolo Ionni – Tastiere, Mirko Brizzi – Batteria. La stagione del Teatro Consortium è promossa da Magazzini Artistici con la Direzione Artistica di Francesco Verdinelli e Germano Rubbi, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

Stefano de Majo, laureato in Giurisprudenza, autore e attore teatrale umbro, si è formato alla scuola di recitazione di Anna D’Abbraccio. Notevole è il suo background acquisito progressivamente nel mondo del palcoscenico:

E’ stato diretto da Gastone Moschin, nel triennio 2004/2006 prendendo parte a rappresentazioni in cartellone nella stagione del Teatro Stabile dell’Umbria, e nelle stagioni del Teatro dell’Orologio di Roma e del Teatro Tirso di Roma con “ Ma non è una cosa seria” di Pirandello e “ Piccola Città” di Thorton Wilder.

In teatro ha recitato tra gli altri con Edoardo Siravo e Vanessa Gravina (2009) in “Don Giovanni”, con Francesco Salvi e Fabio Bussotti (2010) in “Francesco, giullare di Dio” e una collaborazione con Ben Gazzara (2012) in “Ascolta! Il nemico non tace”, con Riccardo Leonelli “ Gli Innamorati” di Goldoni, “Sull’amore e nient’altro”, “Ecce Sketches”, “Gli amanti di Roma”.

Ma è dal vivo che si apprezza completamente ed immediatamente le molteplici doti. Quando si assiste ad una performance teatrale di Stefano de Majo si rimane coinvolti, entusiasti per la bravura recitativa, per la sua mimica, la fisicità scenica, per il costante dinamismo, la rapidità dei movimenti che pervadono l’intera esibizione. A stento lo si riesci ad immortale in una foto o in qualche sequenza di una videocamera !!

La sua sveltezza è fisica, ma è soprattutto intellettiva; il suo modo di recitare è limpido, immediato, efficace ed è capace di coinvolgere il pubblico che interagisce, senza esitazioni, con l’interprete rendendo ogni spettacolo “una storia a se”. Il suo impegno profuso nel lavoro è grande.

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