San Venanzo ha celebra la giornata della memoria

Sono trascorsi 70 anni dal 27 gennaio 1945 quando l’esercito dell’Armata rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Il mondo in questi giorni si ferma e ricorda. “Quel che è accaduto ci riempie di grande vergogna. Perché sono stati i tedeschi ad essersi resi colpevoli di tanto dolore: non dobbiamo dimenticare che i molti milioni di vittime sono una nostra colpa”. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, partecipando con alcuni sopravvissuti a una commemorazione a Berlino per il 70mo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. “Abbiamo la responsabilità di comunicare quanto noto su quelle atrocità e di tenere viva la memoria”, ha aggiunto. a leader tedesca ha poi aggiunto che “è una vergogna che alcune persone in Germania vengano ancora offese e attaccate solo perché di religione ebraica”.

In occasione della
GIORNATA DELLA MEMORIA, RICORDATI PRESSO LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO LIVELLO DI SAN VENANZO I CONIUGI FAINA DI SAN VENANZO, “GIUSTI TRA LE NAZIONI”
I Faina aiutati dall’indispensabile sostegno di un’intera comunità, quella di Collelungo e di San Venanzo, seppero dire di no ad un follia della storia che condurrà molte famiglie ebree ad Auschwitz

San Venanzo ha celebra la giornata della memoria ” IN RICORDO DEL GESTO EROICO DI ALDO E FRANCESCA FAINA “.
La mattinata si è aperta con l’introduzione del Sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli cui sono seguiti la relazione del presidente Anpi di Orvieto, Pier Giorgio Oliveti, e gli interventi del corpo docente e di alcuni ragazzi di Terza Media. E’ seguita la proiezione di un docu-film con le toccanti interviste ad alcuni tra i protagonisti di questa storia italiana di resistenza civile, coraggio politico e amicizia che ha fatto sì che una famiglia ebrea fosse salvata tra mille difficoltà. Tra protagonisti del filmato la professoressa Teresa Faina da Collelungo.

Tra l’ottobre del 1943 e la fine della guerra la famiglia ebrea dei Krachmalnicoff, composta da Abramo, dalla moglie Raja e dai figli Vittorio e Marisa, da Perugia si rifugiò nelle campagne di San Venanzo. Aldo e Francesca decisero allora incuranti dei rischi per sé e per la loro famiglia, di mettersi a disposizione degli amici italiani di origine ebrea e li nascosero per anni nei poderi della tenuta dei Conti Faina. Numerose le persone coinvolte nell’impresa, dal maresciallo dei Carabinieri della Stazione di San Venanzo Ciampi al fattore, ai semplici vicini di casa e abitanti del paese che seppero coprire i fuggiaschi e collaborare in vario modo al buon esito di un’impresa che dopo l’8 Settembre ’43 – con l’arrivo delle truppe tedesche – sembrò davvero disperata e impossibile.

Il Sindaco Marinelli ha ribadito davanti ai ragazzi attentissimi il valore di questa memoria che “onora la comunità e la storia di San Venanzo” e che “dei 9 Giusti tra le Nazioni dell’Umbria riconosciuti dallo Stato di Israele grazie ai Faina due sono di San Venanzo”. Oliveti ha stigmatizzato il Regime Fascista dell’epoca che non solo trascinò l’Italia verso una guerra ingiusta e poi fratricida, ma dal 1938 seppe promulgare le tristemente famose leggi razziali, che sopra a tutti si accanirono con inaudita ferocia e profonda ingiustizia sugli italiani di origine ebrea. Valore dell’amicizia, coraggio, ottimismo della ragione sono alla base dell’odierna convivenza civile democratica, un valore non effimero che dobbiamo preservare per le future generazioni. Ad Aldo e Francesca Faina è stato assegnato il 20.05.2009 il riconoscimento di ” Giusto tra le Nazioni “. “Ricordiamo che nel 1931 solo 12 professori universitari su 1200 in tutta Italia, seppero opporsi all’obbligo di giuramento a favore del Regime: essi a gran maggioranza non ebbero il coraggio di Aldo e Francesca Faina”.

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