Ricordato, a Marsciano, il Carabiniere Giuseppe Briganti 

 
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Ricordato, a Marsciano, il Carabiniere Giuseppe Briganti 

Ricordato, a Marsciano, il Carabiniere Giuseppe Briganti

Nel mattinata di ieri, presso la Caserma dei Carabinieri  diMarsciano, alle ore 11.00, in occasione della ricorrenza del 76° anniversario  della morte del Carabiniere  Giuseppe Briganti, cui è intitolata la Caserma dell’Arma, trucidato dalle truppe naziste a Compignano, frazione del Comune di Marsciano,  il 17 giugno 1944, èstata posta una corona di fiori perricordare la figura dell’Eroe. La cerimonia, officiata dal Sacerdote  Don Marco Pezzanera, è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Presidente Avv. Valeriano Tascini, sostenuto da tutti i soci iscritti, col fattivo contributo dell’Arma territoriale.

Alla cerimonia hanno preso parte,  il  Comandante Provinciale Carabinieri di Perugia, Col. GiovanniFabi, il Vice Sindaco di Marsciano, Avv. Andrea Pilato, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Todi, Maggiore Luigi Salvati Tanagro, l’Associazione Nazionale Carabinieri, in congedo, di Marsciano, personalità e cittadini che con la loro presenza hanno voluto rendere onore all’Eroe.
Ufficio stampa, Carabinieri
Ufficio stampa

Il Carabiniere  Giuseppe Briganti, nato a Cortona (AR) il 17.10.1920, da modesta famiglia di agricoltori, arruolatosi nell’Arma fu poi destinato alla Stazione di Marsciano. Attaccato da una pattuglia di tre militari tedeschi agiva, riuscendo a catturare e disarmare gli assalitori.

Il giorno successivo, in previsione di un attacco in forze da parte di un reparto germanico, inviato dal proprio superiore a prendere contatto col capo di una banda di patrioti operanti nelle vicinanze, veniva catturato dai tedeschi e trucidato dopo numerose sevizie, che sopportò con dignità e fermezza.

Fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Devoto al culto del dovere e della Patria, lungamente servita nell’Arma fedelissima, rispondeva con giovanile ardore all’appello dell’Italia vilipesa e calpestata dall’oppressore”.


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