Riapertura spazi culturali e iniziative turistiche a Todi

 
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Riapertura spazi culturali e iniziative turistiche a Todi

La città di Todi prosegue sulla via della ripartenza, con gli spazi culturali pronti a riaprire gradualmente al pubblico nell’arco del mese di giugno. Un’anteprima ci sarà però già da sabato 30 maggio, con la riapertura dell’ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica, collocato sotto i portici comunali, da sempre punto di riferimento per cittadini, visitatori e turisti.

A seguire, gradualmente torneranno visitabili dal pubblico i diversi spazi culturali del comune, sempre seguendo le norme previste in termini di sicurezza e distanziamento: a cominciare dal weekend del 6 e 7 giugno, con la riapertura del Tempio e del Campanile di San Fortunato, per proseguire – intorno alla metà di giugno – con il Museo Pinacoteca e la Casa Dipinta, che grande successo di pubblico ha avuto nei primi otto mesi di apertura.

In questa prima fase gli orari di apertura degli spazi culturali saranno modulati sulla base delle esigenze legate alle presenze e quindi alle riaperture delle regioni e internazionali, tendenzialmente concentrati nei fine settimana, mentre l’Ufficio IAT tornerà a pieno regime, con apertura 7 giorni su 7. Lo IAT, peraltro, vedrà a breve partire i lavori di ampliamento con il recupero dei locali sul retro, quelli dell’ex bar 1.2, con gli spazi esterni chiusi da vetrate, dove saranno collocati una angolo degustazioni, un bookshop, una sala lettura e un piccolo spazio per presentazioni e concerti.

Nel frattempo va avanti il nuovo piano di marketing della città, che ha visto le prime tappe con la presentazione del nuovo logo turistico di Todi e con la realizzazione di un primo video pensato specificatamente per Roma e il Lazio.

“Todi si predispone quindi a tornare ad accogliere i flussi turistici abituali”, chiarisce l’Assessore Claudio Ranchicchio, “in attesa dei molti eventi turistici, culturali e sportivi che riempiranno il calendario da giugno fino a dicembre. Un primo passo per cercare anche di dare un po’ di ossigeno e di prospettiva alle tante attività di accoglienza che hanno sofferto in questi mesi di lockdown”.

 


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