Genitore 1 e genitore 2, è polemica a Todi per della modulistica a scuola

 
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Genitore 1 e genitore 2, è polemica a Todi per della modulistica a scuola

“Scriveremo una lettera alla direzione didattica e all’Ufficio scolastico regionale e per conoscenza al sottosegretario Sasso segnalando l’abuso, chiedendo che sia ripristinata la normativa vigente introdotta dal ministro Salvini. La scuola è un luogo dove si fa didattica e deve essere scevro da qualsiasi tipo di indottrinamento
politico”. Ad affermarlo il senatore Simone Pillon, responsabile famiglia Lega Umbria, e il senatore Valeria Alessandrini, responsabile scuola e istruzione Lega Umbria, in merito a quando accaduto in una scuola primaria di Todi, dove sono state consegnate alle famiglie degli alunni dei moduli con la dicitura “genitore 1” e “genitore 2”.

«I genitori sono e saranno sempre “Madre” e “Padre“, cercare di cancellare la differenza sessuale anche con la modulistica confonde soprattutto coloro che la scuola dovrebbe formare alla reciprocità dei sessi e dei ruoli, non alla propaganda ideologica in nome di una confusa inclusione”, ha dichiarato Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, commentando la modulistica di una scuola primaria di Todi che in calce all’Informativa riportava la firma di “genitore 1” e “genitore 2”. «Come Popolo della Famiglia e come cittadino impegnato nel sociale nella zona tuderte, chiedo che venga tolto immediatamente questa dizione che sta creando perplessità e dubbi a non poche famiglie. Invito la dirigente scolastica (schierata pro-ddl Zan) a non anticipare direttive ministeriali non ancora emanate, a non attuare ciò che il ddl Zan vorrebbe portare nelle scuole e, soprattutto, a non agire su certi temi senza il consenso dei genitori», ha concluso Zmali, ricordando che eliminare la percezione della differenza dei sessi è, soprattutto, una discriminazione nei confronti del buon senso.


Il pensiero di Todi per la Famiglia: “Colui che genera o ha generato, quindi il padre (…). Più comunemente nell’uso, il plurale viene usato per indicare insieme il padre e la madre”. Questo il significato che della parola “genitore” dà l’enciclopedia Treccani. Alla luce di questo, ma non solo, appare quanto meno singolare l’iniziativa intrapresa dalla direzione didattica di Todi che – ancora una volta – in alcuni moduli destinati alle famiglie degli alunni, inserisce la dicitura “genitore 1” e “genitore 2”. Non vogliamo rinnovare una sterile, inutile polemica: i figli, tutti, hanno una madre e un padre. Ma viviamo in un momento storico in cui diventa spesso necessario sostenere e difendere l’ovvio. Vorremmo piuttosto riflettere sul fatto che rincorse esasperate come questa, che puntano a “neutralizzare” le differenze per abbattere le discriminazione, sono al contrario iniziative rischiosamente discriminanti. Non tutti i bambini hanno due genitori. Ce ne sono alcuni che, purtroppo, non ne hanno nessuno. Ce ne sono altri che, invece, ne hanno più di due. Ognuno deve essere messo nella condizione di poter accogliere la sua storia, elaborarla, affrontarla, ricostruirla. Nessuno, al contrario, deve essere utilizzato come un campo di battaglia dove vengono stesi inutili stendardi ideologici che poco – o nulla – hanno a che fare con la crescita, la formazione, la scuola. Da parte nostra, allora, un suggerimento: se proprio risulta così tanto indigesto utilizzare nomi così sconci, anacronistici e ingiusti come “madre” e “padre”, si faccia un passo indietro, rispolverando la formula che fino a qualche anno fa campeggiava sugli arcaici libretti delle giustificazioni: “Firma di un genitore o di chi ne fa le veci”. 


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