Fratta Todina, in arrivo altri 60 immigrati

 
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Fratta Todina, in arrivo altri 60 immigrati
Valerio Mancini (Lega Nord): “Costo sociale insostenibile. Un plauso ai cittadini che stanno affrontando l’emergenza con sforzo cristiano e civile”

Il Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa, Valerio Mancini, consigliere regionale Lega Nord, ha partecipato all’assemblea pubblica, indetta dall’amministrazione comunale di Fratta Todina e avente per oggetto il presunto arrivo nel territorio di altri 60 immigrati che, si suppone, andranno ad occupare una struttura alberghiera esistente.

Il consigliere Mancini è intervenuto offrendo al Sindaco e alla Giunta il suo impegno per un fatto che va oltre i colori politici, perché sul tavolo della discussione ci sono concetti inviolabili come la sicurezza cittadina, la cultura e l’identità.

“Il comune di Fratta Todina – spiega il Vice Presidente Mancini – conta 1896 abitanti di cui 230 circa sono stranieri. Le comunità maggiormente presenti sono quelle marocchine e rumene anche se sono ben 19 le nazionalità rilevate.

Numeri alla mano, credo sia improponibile la presenza di così tante comunità straniere in un territorio di appena 17 chilometri quadrati, un plauso va ai cittadini che, come ha ribadito anche dal Sindaco Giuliana Bicchieraro, stanno affrontando l’emergenza con sforzo cristiano e civile.

In rappresentanza di tutto il centro destra regionale e liste civiche – prosegue Mancini – mi sono messo a disposizione della comunità di Fratta Todina impegnandomi a creare un ponte istituzionale con il nuovo prefetto, il Dott. Cannizzaro e facendomi promotore, qualora l’amministrazione comunale lo ritenesse opportuno, di questa emergenza: un comune di 1900 anime non riesce a sostenere 230 stranieri.

Comprendo altresì la preoccupazione del sindaco e degli oltre duecento cittadini intervenuti all’assemblea pubblica ai quali ribadisco la mia più completa disponibilità: l’Umbria è al collasso – conclude Mancini – e in tema di profughi abbiamo già superato le quote stabilite a suo tempo dal Ministero dell’Interno.

Che le gestissero a Roma, certe emergenze”.

Fratta Todina


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