Ex chiese Sant’Antonio e della Santissima Trinità aperte

Dopo il restauro, le chiese ospitano la Gipsoteca dello scultore Enrico Quattrini

Ex chiese Sant’Antonio e della Santissima Trinità aperte

7 gennaio 2024, le ex chiese di Sant’Antonio e della Santissima Trinità a Todi, entrambe situate nei pressi di Porta Catena, apriranno le loro porte ai turisti. Recentemente restaurate e dotate di bussole in vetro, queste chiese sono state scelte per ospitare la Gipsoteca dello scultore Enrico Quattrini.

La chiesa di Sant’Antonio Abate, originariamente un oratorio al servizio dell’ospedale annesso, fondato dalla Confraternita dei Calzolari, risale al 1360. L’opera centrale dell’altare maggiore è attribuita a Bartolomeo Barbiani, mentre la volta, suddivisa in tre campate, è frutto della collaborazione tra Barbiani e il pittore tuderte Andrea Polinori. Entrambe le opere risalgono alla fase di rifacimento dell’edificio ecclesiastico, terminato nel 1629.

La chiesa ospita il nucleo principale dei gessi e delle terrecotte di Enrico Quattrini (1863-1950), esposti in un percorso che documenta la lunga carriera dell’artista, dalle prove giovanili alle creazioni concepite all’apice del successo. Parte integrante della raccolta sono i gessi, alcuni dei quali di notevoli dimensioni, conservati nella vicina Chiesa della Santissima Trinità, dove la disposizione delle sculture tende a ricreare la suggestiva atmosfera dell’atelier dell’artista.

La Chiesa della Santissima Trinità, ultimata nel 1536, fu sede, sin dall’origine, della Confraternita laica della Santissima Trinità. Alla Chiesa fu annesso, nel 1561, un monastero, presso cui si insediarono le monache agostiniane. Restaurata nella forma attuale nel XVIII secolo, fu decorata a tempera dallo spellano Carlo Lamparelli che vi dipinse, nella volta, La Trinità, la Madonna, San Fortunato, San Vincenzo Ferreri e gloria di angeli musicanti.

A seguito delle vicende di età napoleonica, il monastero e la chiesa furono soppressi e gran parte dei beni alienati. Nel 1841 vi fu istituito l’Asilo per le giovani di Todi, con lo scopo di ricoverare, mantenere ed educare le più bisognose. Divenuto proprietà comunale dopo l’Unità d’Italia, fu per lungo tempo, intorno agli anni ’50, sede della Scuola elementare della SS Trinità.

La Gipsoteca Enrico Quattrini è il frutto di un accurato intervento di recupero che ha interessato sia gli spazi espositivi, ovvero le Chiese, sia il materiale in esse contenuto, la collezione di studi, bozzetti e modelli in gran parte provenienti dallo studio romano dello scultore, donate al Comune di Todi dai familiari dell’artista. Questa iniziativa offre ai visitatori l’opportunità unica di ammirare da vicino il lavoro di questo noto scultore, arricchendo così la loro esperienza culturale durante le festività.

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