Emergenza migranti a Fratta Todina: Il sindaco lancia l’allarme

Emergenza migranti a Fratta Todina: Il sindaco lancia l'allarme

Emergenza migranti a Fratta Todina: Il sindaco lancia l’allarme

Emergenza migranti – La situazione legata all’afflusso di migranti a Fratta Todina sta raggiungendo un punto di “collasso”, secondo l’allarme lanciato dal sindaco Gianluca Coata. La crescita costante dell’arrivo di stranieri nel territorio sta mettendo a dura prova le risorse locali, e il sindaco sta facendo appello alle istituzioni e agli altri comuni affinché si uniscano per affrontare questa emergenza senza precedenti.

Con un totale di 120 migranti, di cui 50 arrivati solo dall’inizio dell’anno e 35 negli ultimi due mesi, Fratta Todina sta vivendo una situazione critica. Il sindaco sottolinea che il comune è stato uno dei pochi a fronteggiare l’emergenza migratoria, seguendo le indicazioni della prefettura e offrendo un numero significativo di accoglienze rispetto alla popolazione locale.

Emergenza migranti a Fratta Todina: Il sindaco lancia l'allarme
Ph Manlio Rossini

Tuttavia, Coata avverte che se l’afflusso di migranti continuerà in modo massiccio, si rischia il collasso. Egli fa appello a un’azione sinergica tra tutti i comuni dell’Umbria affinché ognuno faccia la propria parte nel trovare soluzioni di accoglienza. Il sindaco sottolinea che è necessario individuare strutture idonee all’accoglienza, altrimenti si potrebbe arrivare alla creazione di tendopoli.

L’allarme lanciato da Coata riguarda l’intera Media Valle del Tevere e richiede un impegno immediato per trovare soluzioni di ricollocamento. Secondo il sindaco, non è sostenibile che Fratta Todina diventi l’unico centro di accoglienza per l’intera area. Anche i comuni limitrofi devono contribuire all’emergenza, individuando spazi adatti per l’accoglienza dei migranti.

La situazione è resa ancora più complessa dai numeri costanti di migranti nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) dell’Umbria e nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Con 2.102 migranti nei Cas e ulteriori 400 nei Sai, si tratta di una sfida difficile da affrontare per i comuni coinvolti. Il sindaco Coata ribadisce l’importanza di un’azione coordinata tra tutti i territori per affrontare questa emergenza in modo efficace.

Emergenza migranti a Fratta Todina: Il sindaco lancia l'allarme
Il sindaco Gianluca Coata

Nella struttura ricettiva che un tempo ospitava l’Hotel Altieri, oggi vivono 120 immigrati, di cui 50 sono arrivati a Fratta Todina da gennaio e 35 solamente negli ultimi due mesi. Questi giovani, con età compresa tra i 20 e i 25 anni, provengono da diverse etnie, inclusi il Pakistan, il Nord Africa e ex colonie britanniche. La gestione di questa situazione sta iniziando a diventare complicata. Questo afflusso è particolarmente impegnativo per un comune come Fratta Todina, che ha una popolazione complessiva di 1.800 persone, di cui solo 300 vivono nel centro storico e nelle immediate vicinanze.

Il sindaco Gianluca Coata ha lanciato un allarme in merito a questa situazione. Nel paese, durante il primo pomeriggio di ieri, regnava un calmo silenzio. Poche persone erano presenti davanti al bar locale, mentre i giovani migranti si trovavano a circa un chilometro di distanza dal centro. Alcuni di loro uscivano dall’ex hotel a piedi, altri arrivavano in bicicletta o con monopattini. Coloro che sono nel paese da più tempo trovano anche lavoro in alcune aziende locali o del territorio di Marsciano. Sebbene vi siano state tensioni durante la sagra paesana appena conclusa, il sindaco assicura che il problema principale non riguarda la convivenza.

L’Arci, con Francesco Matteucci come referente per la zona, sta affiancando costantemente i migranti, scrive Susy Felceti su La Nazione Umbria di oggi. La storia di Fratta Todina dura da sette anni ed è una storia di integrazione attiva. Nonostante un’originaria media di 60 persone, si sta registrando un aumento nel numero di migranti nell’ultimo periodo. Questo avviene nonostante il turn over con altre strutture periferiche.

Franco Calzini, presidente di Arci Solidarietà, spiega che nelle prime settimane si affrontano le questioni essenziali come l’assistenza medica e la verifica delle condizioni di salute. Successivamente, inizia la fase di strutturazione, in cui l’aspetto psicologico e legale è prioritario. Le persone accolti sono prive di documenti, richiedono asilo politico e spesso hanno attraversato il deserto e il Mediterraneo per sfuggire a situazioni di guerra, povertà e fame.

Il sindaco Coata sottolinea la necessità di ulteriori piani di ricollocazione in altri comuni della Media Valle del Tevere. Un’assemblea dei sindaci del territorio è stata organizzata per il 31 agosto allo scopo di trovare una soluzione condivisa. Tuttavia, alla recente riunione con il Prefetto, solamente Fratta Todina e Massa Martana erano presenti.

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