Deruta Borgo del Natale, dall’8 dicembre si accende l’albero

Deruta Borgo del Natale, dall'8 dicembre si accende l'albero

Deruta Borgo del Natale, dall’8 dicembre si accende l’albero

Il cinema accende il Natale a Deruta, con la presentazione della mostra (ore 16.00 sala del Consiglio comunale) e il vernissage (all’Antica Fornace Grazia, ore18.30) “Ugo di Noi. I 101 anni di Ugo Tognazzi” e con l’accensione dell’Albero di Natale in Ceramica più grande del mondo (venerdì 8 dicembre, alle ore 17.30, in Piazza dei Consoli), per mano del Sindaco Michele Toniaccini, di Ricky Tognazzi, alla presenza di sua moglie Simona Izzo e del fratello Gianmarco Tognazzi, della Giunta e del Consiglio comunale.

“Deruta Borgo del Natale” si presenta, così, con oltre 25 iniziative diffuse sul territorio, dedicate a grandi e bambini, fra laboratori, la Casa di Babbo Natale, mostre, concerti, mercatini e momenti conviviali.

A presentare il cartellone natalizio, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, per Deruta, il sindaco, Michele Toniaccini, l’assessore Piero Montagnoli, per I Borghi più Belli d’Italia, il consigliere comunale, Mauro Andreani, e con Ricky e Gianmarco Tognazzi e Simona Izzo, e per la Pro Deruta, Norma Lumaca e Sabrina Scarabattoli.

“Presentare il Natale presso la Camera dei Deputati è quanto di più prestigioso si possa avere e ringrazio – afferma il Sindaco di Deruta, Michele Toniaccini – l’onorevole Virginio Caparvi per l’ospitalità e il presidente dei Borghi più Belli d’Italia, Fiorello Primi. L’Albero di Natale in ceramica ha una sua storia ed è stato realizzato dalla Pro Deruta, insieme alle mani sapienti di artigiani, maestri ceramisti, tornianti. Proprio per questo, contribuisce alla identità della nostra città. Quest’anno, inoltre, ad accendere il nostro Natale sarà la magia del cinema, con la mostra dedicata a Ugo Tognazzi, alla riscoperta del grande genio qual è stato. La presenza di Ricky Tognazzi e della sua famiglia a Deruta per l’inaugurazione è per noi un grande onore.

Venerdì 8 dicembre, alle ore 16.00, nella sala del consiglio comunale presenteremo l’evento. Rinnoviamo con molto piacere la tradizione dell’accensione dell’albero in contemporanea con Castiglione del Lago, valorizzando le eccellenze dei nostri territori e, con esse, di tutta l’Umbria. Tante le iniziative diffuse sul territorio, anche grazie alla collaborazione con le associazioni locali”.

Per la presidente della “Pro Deruta”, Norma Lumaca “l’Albero di Natale rappresenta un pezzo della storia di Deruta e della “Pro Deruta”, del legame fra l’associazione e il territorio, e con gli artigiani ceramisti. E’ divenuto il simbolo del nostro Natale che rispecchia le eccellenze di questa città e la sua essenza. Tanti gli artigiani ceramisti che negli anni hanno dato il proprio contributo, che si sono dedicati alla sua realizzazione, esaltando quel senso di comunità che ci appartiene. L’albero di Natale è un’opera d’arte nel vero senso della parola e, come tale, è unico nel suo genere. Quando la Pro Deruta ha pensato a ideare questo Albero, ci ha messo gli elementi più caratteristici del nostro territorio, che potessero raccontare ciò che siamo stati e dove siamo oggi. Ogni singola pezzo è un racconto su chi l’ha pensato, creato e dipinto e su cosa è raffigurato in essa e la Pro Deruta ne è orgogliosamente parte”.

Sulla mostra dedicata a Ugo Tognazzi, realizzata da Ricky Tognazzi insieme alla famiglia, in particolare al fratello Gianmarco, Ricky afferma che “le fotografie sono una istantanea sul grande attore e sul personaggio che era, ma soprattutto sono la testimonianza del fatto che i grandi artisti non muoiono mai, come pure il grande affetto del pubblico. Una mostra che è come se fosse un album di famiglia e le emozioni, ogni volta, riaffiorano”.

Scheda tecnica dell’Albero di Natale in ceramica più grande del mondo

La Struttura ha un’altezza di 11 metri è composta da 2 basamenti: il primo è un cubo interamente rivestito in ceramica; l’altro, un ottagono sempre con pannelli in ceramica dipinti a mano ognuno dei quali rappresenta una scena diversa della natività. Da un cubo si erge il tronco composto da 19 cilindri sormontato da un puntale di circa 1 metro, tutto rigorosamente in ceramica. I cilindri e il puntale sono stati realizzati dai maestri tornianti e dipinti da artisti ceramisti che hanno realizzato una vera propria opera d’arte.

Completano l’albero 16 file di 4 rami ciascuna, anche questi realizzati in ceramica, ai quali sono appese 250 palle di Natale con decori e colori diversi. L’albero è stato realizzato dall’associazione “Pro Deruta”, in collaborazione con gli artigiani e artisti ceramisti di Deruta e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

UGO DI NOI

101 anni di Ugo Tognazzi in mostra

Una mostra. Il grande omaggio a uno degli attori più eclettici di tutti i tempi.

Fotografie, cimeli, testimonianze, contributi audiovisivi racconteranno la vita, il cinema, il pensiero di Ugo Tognazzi.

Un percorso completo, diviso tra cronologia e aree tematiche. Dagli esordi teatrali

all’esperienza da regista. In mezzo, un iter professionale estremamente proficuo, incentrato

sulla passione più grande: la recitazione.

La mostra è arricchita da materiale privato della famiglia Tognazzi, foto dei film del Centro Sperimentale di Cinematografia, immagini e audiovisivi dell’Archivio Luce Cinecittà.

UGO DI NOI, 101 ANNI DI UGO TOGNAZZI IN MOSTRA è la prima grande monografica in onore di uno dei più grandi attori italiani di tutti i tempi, simbolo positivo del nostro paese e della sua cultura.

L’esposizione, attraverso fotografie, testi, audiovisivi, interviste, aree multimediali ed emozionali, locandine, premi (materiale personale inedito e d’archivio), si pone come strumento in grado di mettere in risalto l’eclettismo artistico e la straordinaria personalità di un uomo assoluto protagonista del suo tempo, autore di alcune tra le pagine più belle del cinema e della grande Commedia all’italiana.

Durante la visita, il pubblico sarà accompagnato dalla voce di Ugo Tognazzi attraverso la selezione di alcuni estratti cinematografici: monologhi e gag entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Un sottofondo che renderà ogni ambiente una vera e propria esperienza emozionale attraverso una delle sue caratteristiche peculiari: la voce.

Ugo Tognazzi ha spaziato nel mondo cinematografico e teatrale a tutto campo. Dal palcoscenico, sua prima forte passione, alla lunga gavetta cinematografica degli anni Cinquanta, fino al successo nella Commedia all’italiana di cui divenne, al pari di pochi altri grandi, un “colonnello”.

La mostra intende evidenziare, passo dopo passo, questa lunga cavalcata professionale, contestualizzando nel racconto il pensiero di un autore mai banale e spesso in controtendenza

rispetto alla cultura e al costume del nostro Paese, ma anche i grandi incontri artistici, le collaborazioni, le amicizie, i lunghi sodalizi.

STILE, TEMATICHE, POETICA: IL TOGNAZZI PENSIERO

Filo conduttore della mostra, tra teatro, cinema, televisione. Tognazzi è stato un autore fuori dalle mode del periodo, “contromano”, sornione, meno plateale dei colleghi. Ha raccontato l’altro italiano, fuori dal mondo rispetto ai canoni classici che la cultura cinematografica del Paese ha voluto comunicare al mondo. Il suo personaggio è dunque un italiano moderno, un uomo di massa del nord (non meridionale rispetto ai cliché).

Consapevole di una fisicità senza eccessi, senza particolari caratterizzazioni, Tognazzi ha costruito dai tanti anni di gavetta una grande capacità di mutazione: è stato interprete di se stesso raccontando costantemente lo scontro frontale tra l’esigenza del piacere, del godimento (cibo e sessualità) come regola elementare di vita e la trasformazione sociale di questi elementi nel ridicolo.

Da regista cogliamo tutta la sua filosofia. Da direttore è stato uomo libero sul set, libero dalla

censura, dalle luci, dai movimenti di macchina. Dietro una regia sobria, storie di personaggi agli antipodi: i buoni (vessati) e i cattivi (puniti), imprigionati in una vita alienante tra sofferenza di genere, lavoro, politica, sanità, giustizia. È un Tognazzi che anticipa i tempi, raccontando “i mostri” degli anni Ottanta e Novanta.

BIOGRAFIA

Ugo (pseudonimo di Ottavio) Tognazzi nasce a Cremona il 23 marzo 1922 da Alba Giavardi e Gildo Tognazzi, ispettore milanese della assicurazioni.

A soli 4 anni, al Donizetti di Bergamo, sale per la prima volta sul palcoscenico in una recita di beneficenza. Il teatro, come il calcio, è la prima grande passione.

La mamma lo vuole sacerdote, il papà violinista. A Cremona Ugo trova invece impiego nel salumificio Negroni, ma dedica più tempo alla Filodrammatica aziendale che agli insaccati, tanto da essere licenziato.

Nel 1939 esordisce ufficialmente in teatro nella commedia. L’anno dopo è arruolato in marina a La Spezia: non sa nuotare, ma organizza spettacoli tra imitazioni e barzellette. A 22 anni, nella sua Cremona, mette in scena la rivista Una nuvola in vacanza, poi la doccia fredda: a Milano entra nella compagnia di Wanda Osiris in sostituzione di Carlo Dapporto, ma la sparizione dell’impresario fa naufragare il progetto. Ugo non si perde d’animo: gira l’Italia per le riviste di Marchesi, Scarnicci & Tarabusi, recita con Macario e la Masiero. Sono anni di gavetta, in cui sviluppa una comicità sanguigna e misurata, decisiva per la futura cifra stilistica.

Esordisce nel cinema con I cadetti di Guascogna di Mattoli, ma è l’incontro con Vianello a segnare la prima svolta. Nasce una coppia fissa nella rivista, in tv con il varietà (la fama arriva con Un, due, tre) e la pubblicità, nel cinema.

Ugo sa far ridere con intelligenza: è attore comico e autore impegnato: dopo regie e testi di rivista, si dedica agli adattamenti in prosa, curandone la regia.

Nel cinema è una macchina da guerra: nel 1959 partecipa a 16 film. Steno, Bragaglia, Mastrocinque. Ma il grande salto è con Salce, che gli affida Il Federale. Da quel momento sarà una grande carriera: La marcia su Roma e I mostri di Risi, Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Il porcile di Pasolini, Il commissario Pepe di Scola. Negli anni ’60 inizia anche il sodalizio con Ferreri, che lo porta al Nastro d’Argento per L’ape regina, ma soprattutto al film scandalo La Grande Abbuffata (1973), in cui c’è tanto dei piaceri di Tognazzi e un po’ del “buen retiro” di Velletri, dove cucina per gli amici e produce vino.

Attore poliedrico, trasformista, Ugo è fulcro della Commedia, pur lontano dagli altri Mattatori. Meno compiacente e perbenista. Volto sornione, voce bassa, macchietta plebea e maschera colta. Non ha modelli, assomiglia solo a sé stesso. Nelle 5 regie racconta la società senza filtri, con cinismo e sentimento, denunciando sfruttamento del lavoro, profitto sanitario, alienazione metropolitana, razzismo e sessismo. Un cinema amato, maturo.

Nel 1975 esce Amici Miei di Monicelli, un grande successo. Tognazzi (David di Donatello) e il suo conte Mascetti entrano per sempre nell’immaginario collettivo.

Impegnato tra cinema e ritorno alla prosa (Il Tartufo di Molière), tra gli anni ’70 e ’80 Ugo piazza altri colpi: La Terrazza di Scola e La tragedia di un uomo ridicolo di Bertolucci, summa di tutti i suoi personaggi con cui trionfa a Cannes. La Francia lo ama, l’Italia è distratta dalle macchiette nostrane, così nell’ultimo decennio di vita si rifugia in quel teatro mai abbandonato.

Muore a Roma il 27 novembre 1990 dopo un malore sul set.

Lascia in eredità una famiglia di cinema: il primogenito Ricky, concepito con Pat O’Hara; Thomas, dall’unione con Margarete Robsahm; Gianmarco e Maria Sole, dal matrimonio con Franca Bettoja.

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