Blocco Studentesco, successo per conferenza sulla Siria

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Blocco Studentesco, successo per conferenza sulla Siria
È stato un momento di approfondimento e dibattito sulla spinosa questione della guerra civile

Si è tenuta ieri mattina la conferenza sul terrorismo e sulla situazione siriana all’Itas “Ciuffelli” di Todi, grazie alla partecipazione dell’associazione Sol.Id. Onlus e alla collaborazione del Blocco Studentesco. Oltre 200 gli studenti che hanno preso parte alla conferenza dove Alberto Palladino (Reporter de “Il Primato Nazionale” e volontario Europeo Sol.Id ), Saverio Di Giulio e Davide Guerrieri (entrambi Volontari Europei Sol.Id.) hanno illustrato la difficile situazione siriana e fornito informazioni e immagini esclusive agli studenti

“La conferenza è riuscita perfettamente – spiega in una nota Nicola Mariotti, responsabile cittadino del Blocco Studentesco – gli studenti sono rimasti soddisfatti e hanno assistito con viva partecipazione. È stato un interessante momento di approfondimento e dibattito sulla spinosa questione della terribile guerra civile in atto in Siria – prosegue Mariotti – ed è servito a dare un punto di vista differente, e soprattutto obiettivo, sul governo socialista e laico di Assad, giudicato colpevole di crimini di guerra dall’occidente, esclusivamente sulla base di prove ad oggi inconsistenti e, come emerso ieri, facilmente confutabili”.

“È doveroso – conclude Mariotti – ringraziare la Onlus Sol.Id per la disponibilità, Simone Donati, rappresentante del Blocco Studentesco all’ITAS, e tutti i ragazzi che hanno contribuito in modo decisivo alla riuscita della conferenza”.

La guerra civile siriana (in arabo: الحرب الأهلية السورية‎, al-Ḥarb al-ahliyya al-sūriyya) o crisi siriana è una guerra civile scoppiata in Siria nel 2011 tra le forze governative e quelle dell’opposizione, e che viene inserita nel contesto più ampio della primavera araba.

Il conflitto è iniziato il 15 marzo 2011 con le prime dimostrazioni pubbliche, si è sviluppato in rivolte su scala nazionale, per poi divenire guerra civile nel 2012 ed è ancora in corso.

Le iniziali proteste hanno l’obiettivo di spingere alle dimissioni il presidente Baššār al-Asad ed eliminare la struttura istituzionale monopartitica del Partito Ba’th. Col radicalizzarsi degli scontri si aggiunge con sempre maggiore forza una componente estremista di stampo salafita che, anche grazie agli aiuti di alcune nazioni sunnite del Golfo Persico, si pensa possa aver raggiunto il 75% della totalità dei combattenti[. Tali gruppi fondamentalisti hanno come principale obiettivo l’instaurazione della Shari’a in Siria

A causa della posizione strategica della Siria, i suoi legami internazionali e del perdurare della guerra civile, la crisi ha coinvolto i paesi confinanti e l’intera comunità internazionale. Gli organi dirigenti del Partito Ba’th e lo stesso presidente appartengono alla comunità religiosa alawita, una branca dello sciismo che è tuttavia minoritaria in Siria. Per questo motivo, le nazioni a maggioranza sciita sono intervenute a protezione del governo siriano. Sia l’Iran che l’Iraq cercano di mantenere un governo alleato che permette di creare una macroregione che arrivi fino alLibano. Sia combattenti iracheni che iraniani sono presenti a fianco dell’esercito regolare. Il fronte dei ribelli è invece stato sostenuto dalla Turchia e soprattutto dai Paesi sunniti del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar che mirano a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente]. In ambito ONU si è verificata una profonda spaccatura tra Stati Uniti, Francia eRegno Unito che hanno espresso sostegno ai ribelli e Cina e Russia che invece sostengono il governo siriano sia in ambito diplomatico che militare.

La delicata composizione etnica siriana si è fortemente riflessa negli schieramenti in campo. Sebbene le prime manifestazioni antigovernative avessero uno spirito “laico” e avessero coinvolto tutte le principali città del paese, incluse quelle a maggioranza alawita (come Latakia), il perdurare della crisi ha polarizzato gli schieramenti, portando la componente sciita a sostenere il governo insieme a gran parte delle minoranze religiose, che hanno goduto della protezione del governo laico del Partito Ba’th. Il fronte dei ribelli rimane composto prevalentemente da sunniti anche se non costituiscono un blocco compatto. Parte della popolazione sunnita continua a sostenere il governo]. Sono sunniti alcuni membri del governo e buona parte dell’esercito], nonché la stessa moglie di Bashar al-Assad. Le stragi perpetrate dalle componenti fondamentaliste dei ribelli nei confronti delle minoranze religiose in Siria hanno portato le Nazioni Unite a definire la guerra civile come un “conflitto di natura settaria”.

Le organizzazioni internazionali hanno accusato le forze governative e i miliziani Shabiha di usare i civili come scudi umani, di puntare intenzionalmente le armi su di loro, di adottare la tattica della terra bruciata e di eseguire omicidi di massa. I ribelli anti-governativi sono stati accusati di abusi dei diritti umani tra cui torture, sequestri, detenzioni illecite ed esecuzioni di soldati e civili.

L’accezione “guerra civile” per descrivere il conflitto in atto è stata usata il 15 luglio 2012 dal Comitato Internazionale della Croce Rossa che ha definito la crisi siriana un conflitto armato non internazionale.

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