Quattro le proiezioni serali sotto il titolo: “Fuori mappa, film da luoghi dove abitare è già una scelta”
Edizione numero 17 per la rassegna cinematografica “All’Ombra del Castello” promossa dal Comitato di Izzalini con il patrocinio del Comune di Todi. Confermata la formula, quella dei quattro film proiettati nell’area estiva ricavata nella piazza del castello del paese. Proiezioni ad ingresso gratuito, tutte precedute da una degustazione di piatti tipici cucinati dalle famiglie della frazione tuderte. Confermata anche la scelta di coinvolgere dei professionisti del settore, in passato si ricordano tra gli altri i nomi di Antonio e Pupi Avati, Ida Di Benedetto, Ben Gazzara e Silvio Muccino, oppure di individuare un filo conduttore, tipo quello della commedia all’italiana o, appena l’anno scorso, delle storie di sport nel cinema.
Per il 2026 il Comitato di Izzalini ha affidato la rassegna all’autore e regista Francesco Cordio, legato al territorio per risiedere da decenni nella vicina Collelungo. Interessante la scelta di Cordio, il cui cartellone avrà come titolo “Fuori mappa: film dai luoghi dove abitare è già una scelta”. Protagoniste saranno le Aree Interne che – spiega il curatore – “non sono uno sfondo ma una condizione – economica, politica, affettiva – che riguarda chiunque viva in un luogo che qualcuno, da qualche parte, ha già deciso non essere il centro”.
Si parte il 4 luglio con “Ritorno al tratturo”, il documentario dello stesso Francesco Cordio sulle aree appenniniche, sui tratturi come sistema di connessioni perdute e sul paradosso di una politica che ha chiamato “opportunità” lo spopolamento con protagonista Elio Germano. Un manifesto con il quale il cinema dà voce alle aree interne, alla loro resistenza e speranza.
L’11 luglio sarà la volta de “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti: un film del 2005, dunque “datato” per i ritmi dell’attenzione contemporanea, eppure profetico con una precisione inquietante. La storia di una famiglia francese che si trasferisce in un villaggio occitano delle Alpi cuneesi e finisce per diventare lo specchio in cui la comunità non vuole riconoscersi. Vent’anni fa Diritti aveva già capito tutto di ciò che oggi si chiama conflitto tra locali e forestieri, senza cedere alla retorica né ai buoni sentimenti.
Il 18 luglio, “As Bestas” di Rodrigo Sorogoyen porta la stessa tensione nella Galizia rurale, alle estreme conseguenze. È un film fisicamente duro, senza consolazioni: la violenza che emerge quando la terra è in gioco, quando chi resta e chi arriva non trovano lingua comune.
Il 25 luglio si chiude con “Sciatunostro” di Leandro Picarella con Linosa, l’ultima estate di due bambini prima che uno parta. Ma sotto la storia di amicizia c’è qualcosa di più vasto: lo spopolamento come lutto collettivo, il tempo dell’isola che si stratifica negli archivi amatoriali di Pino Sorrentino, la verità silenziosa di chi resta. Un film profondamente meridiano, senza forzature, che arriva dove deve arrivare.
“Quattro film, quattro geografie – Appennino, Alpi, Galizia, Sicilia – un’unica domanda: cosa rimane quando un luogo si svuota?”, spiega ancora il regista Francesco Cordio. “Questa rassegna nasce da lì, da questa domanda, e dalla collaborazione con Michele Bellucci, che introdurrà alle quattro serate”.
“Siamo particolarmente grati a Francesco Cordio – sottolinea Laurence Baiocco, presidente del Comitato di Izzalini – per l’impegno e il supporto assicurato alla rassegna che, con questa edizione, alla vigilia della propria maturità, registra un ulteriore salto di qualità, sia in termini cinematografici che tecnico-organizzativo, grazie al sostegno del Comune di Todi che patrocina la manifestazione insieme alla Regione dell’Umbria”.
“Il territorio tuderte registra una crescente vivacità di iniziative, soprattutto nei borghi, quale Izzalini, oggetto in anni recenti di lavori di rigenerazione e riqualificazione urbanistica che hanno restituito alle comunità identità e senso di appartenenza”, commenta il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano. “Il tema scelto dal regista Francesco Cordio è in tal senso doppiamente stimolante per una riflessione alla quale proprio in questi mesi siamo chiamati insieme agli altri sette Comuni della nuova Area Interna della Media Valle del Tevere e dell’Umbria Meridionale nella quale Todi ha il ruolo di capofila”.

Commenta per primo