25 Aprile a Todi: 70esimo Liberazione e 33esimo anniversario rogo del Vignola

 
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Alla presenza di autorità civili e religiose questa mattina, 25 aprile 2015, si sono svolte a Todi le celebrazioni per il 70esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo ed è stato ricordato dall’Amministrazione Comunale il 33esimo anniversario del tragico rogo del Vignola. Il Sindaco ha deposto due corone nei luoghi di ricordo, mentre veniva eseguito il silenzio di ordinanza.

Il discorso del Sindaco

Buon 25 aprile a tutti.
Celebriamo e festeggiamo oggi il 70° anniversario della Liberazione del nostro Paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.
Saluto i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, le associazioni combattentistiche presenti.
Ringrazio la sezione tuderte dell’Anpi per l’organizzazione di questo momento di ricordo.
Saluto con particolare affetto, a nome mio e della Città, i nostri partigiani Ernesto Zoccoli e Nelson Gilocchi, che con la loro presenza ci consentono di guardare negli occhi chi fu protagonista di quella pagina di storia del Paese e di ringraziare, attraverso loro, tutti coloro che riscattarono l’orgoglio dell’Italia, spesso arrivando all’estremo sacrificio personale. A loro, nostri punti di riferimento, guardiamo sempre con gratitudine.

In tutto il Paese, da settimane, si moltiplicano le iniziative per ricordare quei giorni intensi di settanta anni fa.
La nostra Città si unisce con questa commemorazione in Piazza del Popolo che si svolge al termine della terza Camminata della Liberazione; una camminata che, ripercorrendo le mura urbiche, ha idealmente portato un abbraccio di festa a Todi.
La nostra mattina insieme è stata preceduta ieri sera dalla proiezione in Sala del Consiglio del documentario “Bandite” di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini. Dal 1943 al 1945 molte donne si unirono alle formazioni partigiane. Donne di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche portarono nella lotta di liberazione dal nazifascismo anche un momento decisivo nel percorso di emancipazione femminile.
Altre lodevoli iniziative sono previste nelle giornate di oggi e di domani, per terminare il prossimo 7 maggio.
Ringrazio l’Associazione Libera, l’Associazione UISP, il Liceo Jacopone da Todi e l’Istituto Ciuffelli-Einaudi per aver contribuito all’organizzazione di questo ricco programma.

Lo scorso 16 aprile nell’aula di Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato, di deputati e senatori, per la prima volta, in un’aula parlamentare, la liberazione dell’Italia dal nazifascismo è stata ricordata con la partecipazione diretta sui banchi “di coloro che vissero sulla propria pelle quell’esperienza, mettendo in gioco la loro vita, gli affetti e le speranze della loro gioventù”, come ha ricordato la Presidente Laura Boldrini.

Con grande onore ho accompagnato in quell’aula, insieme all’amico Carlo Zoccoli in rappresentanza dell’ANPI locale, il partigiano Nelson Gilocchi, seguiti da casa anche dal nostro Ernesto Zoccoli.
Nel proprio intervento di saluto la stessa Presidente della Camera dei Deputati ha sottolineato come “la Costituzione repubblicana, che ha consentito al popolo italiano di ritrovare nel Parlamento il presidio dell’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali, è figlia della Resistenza antifascista”. Per questo – ha aggiunto – “oggi voi partigiani e partigiane siete qui in questa Aula non come ospiti ma come padroni di casa.”
Subito dopo, nel proprio intervento, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha sottolineato che “i costituenti furono capaci di vincere questa sfida, proprio a partire dal comune denominatore di quello “scatto di orgoglio” che aveva accomunato le varie anime della Resistenza: diedero vita ad un sistema di principi, di idee, di comportamenti, in grado di tendere alla realizzazione della persona, della dignità dell’uomo, dei diritti umani.”
E proprio ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’incontro con esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ha ricordato che “Il 25 aprile è il giorno della libertà di tutti. Una libertà costata sacrifici e sangue, sofferenze e dedizione, in molti casi, molti, fino all’eroismo personale. La Resistenza mise radici nelle città e nelle campagne, costruendo una rete di solidarietà umana, e anche di condivisione civile e ideale, senza le quali sarebbe stato impossibile il riscatto morale del nostro Paese.”
Una unità di sentimenti e di popolo che portò molti a contribuire alla Liberazione nelle forme più diverse e per ciascuno possibili, come ha ricordato il Presidente Mattarella, dalle città, alle campagne, fino all’interno dei campi di concentramento dove 600.000 soldati internati negarono ogni collaborazione agli occupanti, “intendendo con questo loro atto di compiere un dovere verso l’Italia”.

E proprio perché, come ha ricordato il Capo dello Stato, “la Resistenza e la Liberazione sono elementi fondativi della storia repubblicana, un segno distintivo della nostra identità nazionale e un punto di trasmissione di valori tra le generazioni” intendo concludere con un richiamo all’oggi del Presidente della Repubblica.
“Nel giorno in cui celebriamo la liberazione dell’Italia, non possiamo evitare di pensare al mar Mediterraneo, la culla della nostra civiltà che rischia di essere trasformata in un cimitero. La nostra umanità si ribella di fronte a questo, settant’anni fa come oggi, di fronte alle vite spezzate. Ieri contro la sopraffazione nazifascista, oggi contro chi opprime intere popolazioni, etnie, gruppi religiosi, costretti a fuggire dal fuoco delle armi, dall’indigenza, dal sopruso, dal fanatismo religioso. Dobbiamo unire l’impegno nel soccorso umanitario, in una lotta inflessibile contro i trafficanti di esseri umani e contro il terrorismo.”
E ancora:
“Vogliamo che l’Europa democratica, protagonista settant’anni or sono nella lotta contro i responsabili dei peggiori crimini contro l’umanità, sappia rendersi consapevole oggi della propria responsabilità storica, e che sia artefice di un’iniziativa politica nuova verso i Paesi d’Africa e del Medio Oriente per rimuovere lì le cause che provocano queste disordinate e pericolose migrazioni di persone disperate.

E’ la memoria del 25 Aprile che ci impone questa coerenza. E ci spinge a collaborare – come recita l’articolo 11 della nostra Costituzione – con le organizzazioni internazionali che promuovono la pace tra le nazioni e la giustizia tra i popoli. (…)
È la solidarietà a consentire la costruzione di infrastrutture di pace. E grandi sono la responsabilità e il compito della politica per svuotare i giacimenti di odio e per contrastare i rigurgiti di nazionalismo e di autoritarismo.

La libertà ritrovata della nostra nazione, anche attraverso eventi e luoghi che furono teatro di terribili sofferenze, ha radicato ancor più tra gli italiani sentimenti di pietà, di umanità, di rispetto che costituiscono gli antidoti migliori al rigenerarsi dei germi di violenza e di follia.”
Per questo la Resistenza e la Liberazione restano alla base del nostro impegno di oggi.

W la Resistenza, W la Liberazione, W l’Italia.


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