Valentini a Rugggiano, caro sindaco, meno prediche e più concretezza!

 
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Valentini a Rugggiano, caro sindaco, meno prediche e più concretezza!

Valentini a Rugggiano, caro sindaco, meno prediche e più concretezza!

Abbiamo ascoltato con molta attenzione le comunicazioni alla cittadinanza date dal sindaco Ruggiano via social sull’evoluzione della pandemia nella nostra città. Non possiamo non notare, senza alcun sarcasmo, che il primo cittadino, dopo una litania durata mesi su Todi “isola felice” immune dal Covid, abbia finalmente adottato una linea di prudente realismo. È la linea che portiamo avanti da mesi e che, peraltro, non equivale a fare del terrorismo catastrofismo, quanto, piuttosto, ad essere pienamente coscienti che il contenimento della pandemia e il bilanciamento tra diritto alla salute e salvaguardia del tessuto economico-sociale passano per un crinale strettissimo.

  • Questo crinale strettissimo va imboccato rinsaldando lo spirito di comunità e di solidarietà, mettendo in campo strumenti flessibili che ben possono adattarsi all’evoluzione dell’epidemia.

E, magari, tacitando chi, come il consigliere di Casapound e la presidente del Consiglio Comunale, si è più volte espresso minimizzando l’impatto del Covid sulla nostra città, subito controbilanciato dall’irreprensibile vicesindaco che ha chiesto di far intervenire l’esercito per garantire il tracciamento dei contagi. Apprezziamo, dunque, che il sindaco abbia fatto appello all’unità cittadina. Purtroppo, per quanto più rosea rispetto alla situazione regionale, la nostra città vede un numero elevato di positivi (132) è una situazione sanitaria non lontanamente paragonabile a quella dei mesi scorsi.

Tuttavia, ci pare d’obbligo evidenziare che, accanto a questo rinnovato afflato unitario, il sindaco non rinuncia a vestire i panni del virologo, consigliando sostanzialmente di non conteggiare gli asintomatici tra i contagiati, ma dimenticando che essi sono i più importanti vettori di infezione, specie per le persone più fragili. Mettere in dubbio la linea seguita da ogni governo del globo terracqueo in base a chissà quali competenze ci lascia un po’ basiti. Un sindaco, piuttosto dovrebbe adoperarsi per elaborare provvedimenti amministrativi in grado di supportare efficacemente le categorie più colpite attualmente dall’emergenza economica e sociale, non giocare al piccolo virologo.

Già ci sono troppi galli nel pollaio dei virologi italiani, come si evince ogni giorno leggendo i giornali e vedendo la televisione. Insomma, caro sindaco, meno omelie e benedizioni (che per fortuna competono ad altre autorità), più concretezza. Va bene garantire un centro storico debitamente arredato con gli addobbi natalizi per dare una parvenza di normalità. Magari, però, accanto a questo, utilizzando le leve del bilancio comunale, studiamo assieme misure che incidono sulla vita delle persone.

Parliamo di contributi per gli affitti in base all’ISEE. Parliamo di aiuti alle associazioni di promozione sociale, a quelle sportive e alle organizzazioni di volontariato. Parliamo di dare ancora più sostanza ai due cosiddetti “decreti ristori”, integrandoli a livello comunale. Parliamo di un grande piano comunale per le persone fragili e gli anziani.

Noi ci siamo e ci saremo su questi temi. Pronti a collaborare con serietà e pragmatismo, senza troppi hashtag guasconi di mezzo. Perché di #nonfateisomari e #todipauranonha cominciamo un po’ a stufarci.

PARTITO DEMOCRATICO TODI


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