Todi attrae turisti ma soggiorni risultano troppo brevi:dati

Todi attrae turisti ma soggiorni risultano troppo brevi:dati
credits: Umbria Tourism

Analisi Confcommercio: 78% italiani resta solo una giornata

La città umbra di Todi mantiene salda la propria capacità di attrazione turistica, registrando un flusso costante di ospiti nazionali e internazionali. Tuttavia, emerge una criticità significativa dai numeri elaborati attraverso il sistema Cities Mobility Analytics nel periodo compreso tra maggio e agosto 2025: la durata delle visite risulta estremamente limitata.

I risultati dell’indagine promossa da Confcommercio Umbria rivelano un fenomeno preoccupante per l’economia locale. Ben tre quarti dei turisti italiani (78%) trascorre nel territorio comunale appena una giornata, mentre tra i visitatori provenienti dall’estero la percentuale scende al 65%, comunque elevata. Questa tendenza rappresenta un freno considerevole per le ricadute economiche sul tessuto commerciale del centro storico e limita significativamente le opportunità di sviluppo per albergatori, ristoratori e operatori del settore.

L’organizzazione di categoria evidenzia come le strategie di valorizzazione messe in atto dall’ente comunale abbiano effettivamente preservato la stabilità numerica degli arrivi, ma sottolinea l’urgenza di implementare azioni coordinate attraverso il Protocollo d’intesa precedentemente siglato con l’amministrazione locale. La priorità consiste nell’elaborazione di progetti condivisi per prolungare i periodi di permanenza, consentendo una maggiore fruizione dell’patrimonio culturale, ricettivo e commerciale della località. Tra le proposte allo studio figurano pacchetti integrati che combinino visite guidate, degustazioni enogastronomiche e attività culturali distribuite su più giorni.

Il sistema tecnologico utilizzato per la rilevazione permette di monitorare dettagliatamente i movimenti urbani e turistici mediante l’analisi di informazioni anonime provenienti dalla rete telefonica mobile. Questo strumento fornisce dati relativi a fasce d’età, genere, provenienza geografica, frequenza delle visite, durate di permanenza e tendenze di consumo, offrendo a istituzioni e operatori economici elementi concreti per decisioni strategiche mirate. La piattaforma rappresenta un’innovazione significativa nel settore della business intelligence turistica, consentendo analisi predittive e pianificazione stagionale basata su evidenze empiriche.

L’iniziativa rientra nel programma nazionale Cities (Città Terziario Innovazione Economia e Società) promosso da Confcommercio, finalizzato a promuovere una concezione integrata dello sviluppo urbano, supportando politiche di rivitalizzazione dei centri storici e contrastando il fenomeno dello spopolamento residenziale e della desertificazione commerciale. Il progetto coinvolge oltre cinquanta comuni italiani di particolare rilevanza storico-artistica.

I numeri del quadrimestre estivo

L’analisi del periodo maggio-agosto 2025 mostra stabilità nelle presenze uniche con 333.344 visitatori contro i 332.535 dello stesso intervallo del 2024, segnando un modesto incremento dello 0,2%. Le visite totali registrano invece una leggera contrazione passando da 2.639.575 a 2.603.780 unità (-1,4%). Il quadro complessivo delinea una domanda sostanzialmente consolidata per quanto riguarda i visitatori individuali, accompagnata però da una diminuita intensità di passaggio che suggerisce comportamenti più selettivi nella scelta delle destinazioni.

L’andamento mensile rivela variazioni contenute ma generalizzate: maggio segna -3,5%, giugno -0,1%, luglio -0,7% e agosto -1,0% rispetto ai corrispondenti mesi del 2024. Le maggiori difficoltà si concentrano nei mesi iniziali e finali del periodo esaminato, mentre quelli centrali mantengono performance allineate all’anno precedente. Questo andamento rispecchia le dinamiche tipiche del turismo culturale, meno sensibile alle variazioni stagionali rispetto a quello balneare.

I picchi di affluenza giornaliera del 2025 si sono verificati il 28 giugno con 28.645 presenze, il 6 giugno con 26.294 e il 2 agosto con 25.308 visitatori. I valori minimi si collocano nella terza decade di agosto: 24 agosto (14.875), 25 agosto (16.970) e 28 agosto (17.266), con una successiva ripresa negli ultimi giorni del mese. Le fluttuazioni giornaliere appaiono correlate con eventi specifici e condizioni meteorologiche, confermando l’importanza della programmazione culturale nella gestione dei flussi.

Composizione geografica in trasformazione

La ripartizione per tipologia evidenzia un aumento dei visitatori nazionali che raggiungono quota 130.741 (39,2% del totale, in crescita dal 37,7% del 2024) mentre diminuisce la componente straniera con 89.050 presenze (26,7%, in calo dal 28,7% precedente). Questo shift riflette probabilmente le mutate condizioni del turismo internazionale post-pandemico e le nuove preferenze dei viaggiatori italiani verso destinazioni di prossimità. Mantengono solidità i bacini di prossimità: i visitatori provinciali rappresentano il 19,3% con 64.176 unità, quelli regionali il 9,1% con 30.239 presenze. Si consolidano i flussi comunali (10.217, pari al 3,1%) mentre calano leggermente i pendolari (8.921, 2,7%).

Per quanto riguarda le provenienze italiane, Perugia conferma la leadership con 82.724 visitatori, mantenendo il ruolo di principale bacino di utenza regionale. Terni (30.508) sopravanza Roma (30.180), seguita da Viterbo (8.931) e dalla new entry Ancona (5.126) nella graduatoria delle prime cinque province. L’ingresso di Ancona tra i mercati principali testimonia l’espansione del raggio di attrazione verso le regioni adriatiche.

L’analisi per comuni ribadisce il peso dei grandi centri ma evidenzia anche il contributo significativo dei territori non metropolitani: Perugia (22.336) e Roma (21.503) precedono Todi (17.701), Terni (8.865) e Orvieto (8.844). La presenza di Orvieto e della stessa Todi nelle posizioni apicali indica una domanda di prossimità strutturale che si affianca ai flussi interregionali, suggerendo l’esistenza di circuiti turistici integrati nell’area umbra.

Mercati esteri in continua evoluzione

Tra i visitatori stranieri, gli Stati Uniti mantengono la prima posizione con 17.106 presenze, confermando l’appeal della destinazione presso il turismo culturale americano. Seguono il Regno Unito (11.614) e i Paesi Bassi che si rafforzano significativamente (11.234), mentre tornano in evidenza Francia (6.725) e Germania (5.465) nel gruppo di testa. Rispetto al 2024, quando la classifica includeva anche la Polonia, si osserva una ricomposizione interna con predominanza dei mercati anglofoni ed europei occidentali, riflettendo probabilmente le nuove rotte aeree e le strategie promozionali mirate.

La crescita olandese appare particolarmente significativa e potrebbe essere collegata all’interesse crescente per il turismo enogastronomico e naturalistico che caratterizza questo mercato. Il rientro della Francia, tradizionalmente importante per Todi, segnala una normalizzazione dei flussi dopo le perturbazioni degli anni precedenti.

Profili demografici e pattern comportamentali

Dal punto di vista anagrafico, nel 2025 prevalgono decisamente le fasce mature: 45-54 anni (21,6%), 55-64 anni (23,4%) e over 65 (21,5%), che insieme rappresentano quasi due terzi del totale. Le coorti intermedie 35-44 anni (15,3%) e 25-34 anni (12,5%) mostrano valori moderati, mentre i giovani 18-24 anni rappresentano appena il 5,6% del campione. Questo profilo demografico riflette le caratteristiche tipiche del turismo culturale, tradizionalmente appannaggio di fasce d’età con maggiore disponibilità economica e tempo libero. La distribuzione per genere evidenzia una leggera prevalenza maschile (53,4% contro 46,6% femminile), dato inusuale nel settore turistico dove generalmente prevale la componente femminile.

La permanenza breve (0-15 minuti) caratterizza maggiormente i visitatori di prossimità: regionali 56,9%, provinciali 51,5%, comunali 46,2%. È più limitata per i nazionali (45,0%) e particolarmente contenuta per gli stranieri (30,1%), in linea con soggiorni mediamente più prolungati che giustificano investimenti maggiori in viaggio. Questo pattern conferma la necessità di strategie differenziate per segmento di mercato.

L’analisi di Confcommercio Umbria conferma quindi l’attrattività consolidata di Todi ma sottolinea l’esigenza di strategie innovative per trasformare la visita mordi e fuggi in un’esperienza di soggiorno più articolata e redditizia per il territorio. Le prospettive di sviluppo passano necessariamente attraverso una maggiore integrazione dell’offerta e la creazione di incentivi concreti per prolungare la permanenza media dei visitatori.

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