Stop a tasse e imposte locali, nuovo appello di Confcommercio al Comune di Marsciano

 
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Stop a tasse e imposte locali, nuovo appello di Confcommercio al Comune di Marsciano

La richiesta rivolta da Confcommercio al Comune di Marsciano parte da un concetto semplice: molte imprese sono state costrette a chiudere a causa della pandemia, non hanno prodotto fatturato o l’hanno visto drammaticamente ridotto, e non hanno utilizzato i servizi per i quali continuano invece ad arrivare bollette e richieste di pagamento. Su tasse e imposte locali occorre uno stop immediato: le imprese non ce la fanno ad andare avanti!

Sulla base di queste considerazioni, la presidente di Confcommercio Marsciano Sara Marianeschi aveva scritto un mese fa al sindaco Francesca Mele, e agli assessori Roberto Consalvi e Andrea Pilati, rappresentando lo stato di forte disagio delle imprese e la necessità di rivedere la tassazione locale per consentire alle imprese di sopravvivere all’emergenza economica.

In assenza di aiuti adeguati e nell’incertezza assoluta che ancora vivono le imprese, Confcommercio Marsciano torna a chiedere al Comune una risposta coraggiosa e forte, in linea con le richieste già avanzate da Confcommercio regionale e Fipe all’Anci Umbria per una esenzione dal pagamento dell’Imu, dell’imposta di pubblicità e della Tari di tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure dell’attività o a riduzioni di orario e quelle che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato.

Confcommercio Marsciano e la presidente Marianeschi tornano a sottolineare la propria disponibilità ad un auspicabile confronto con gli amministratori comunali su tutta la partita della tassazione locale.

Necessario, secondo Confcommercio, prevedere anche un nuovo sistema di rateizzazione dei tributi che in futuro si dovranno pagare, rispetto a quanto attualmente disposto dal regolamento comunale.

Necessaria anche la riduzione dell’IMU per gli immobili di categoria D e l’esenzione del pagamento della Tosap (Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche) fino alla fine dell’anno, in particolare per un’eventuale rimodulazione degli spazi destinati all’attività da bar e ristoranti per compensare la riduzione dei coperti dettata dalle regole sul distanziamento.


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