No Paura Day, canti e balli in piazza a Todi, no mascherine, no distanziamenti 🔴📸 FOTO E VIDEO

 
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No Paura Day, canti e balli in piazza a Todi, no mascherine, no distanziamenti

Canti e balli in piazza a Todi. Pochi distanziamenti e poche mascherine. Le persone che partecipavano all’evento non le indossavano o al massimo le tenevano abbassate o in mano. Ma c’era anche un altro gruppo di persone che non le aveva affatto e senza mantenere alcun distanziamento passeggiava. Tutti in Piazza del Popolo a Todi a cantare e ballare senza paura del Covid, con Carabinieri, Polizia e Digos che presidiavano il territorio. Questo è quanto successo domenica pomeriggio a Todi durante la manifestazione “No Paura Day”. Presenti anche dei medici da fuori regione che spiegano alcune teorie mediche: negando l’esistenza del virus, l’uso delle mascherine, contro le regole imposte, contro le chiusure delle attività.

“Voi portate le mascherine perché vi hanno detto di farlo e perché siete potenzialmente malati” – è stato detto in piazza -. Manifestanti contro quei genitori che fanno indossare le mascherine ai loro bambini, solo perché è stato detto che bisognava fare così.

“In base a quale criterio dobbiamo avere una depressione culturale, sociale ed economica – dicono -. Dobbiamo avere a che fare continuamente con delle Forze dell’Ordine che fanno le multe e poi andare dall’avvocato per farcele levare. Siamo in una situazione in cui lo Stato è apparentemente democratico, questo non è possibile”. E poi tutti a gridare libertà, libertà, libertà.

“No Paura Day” sono i raduni dei negazionisti che, senza mascherine, senza distanziamento, senza nessuna regola, farneticano su l’inutilità dei vaccini, sul complotto mondiale, sull’inesistenza del covid. Gli organizzatori avevano ottenuto l’ok della Questura ma bisognava rispettare le prescrizioni Covid.





Lo stesso sindaco, Antonino Ruggiano, aveva scritto che non avrebbe impedito la manifestazione. “Poter pensare che un Sindaco dell’Italia democratica possa “permettere” o “non permettere” una manifestazione in base alla corrispondenza con le sue idee, oltre che contro la legge è, a mio giudizio, un abominio. L’Articolo 21 recita, testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ecco. Io credo fortemente, da liberale autentico, nei sacri principi della Costituzione Italiana, nella libertà individuale prima di tutto. Non vorrei mai vivere in un Paese nel quale si potesse manifestare, o meno, a seconda se il Sindaco, il Presidente della Regione o il Presidente del Consiglio siano, o meno, d’accordo. Un conto è dire “…non condivido quello che stai dicendo…”, altro è dire “…se non la pensi come me non hai diritto di dirlo…”. Questo si fa nei regimi dittatoriali, non nelle democrazie mature. Chi vuole manifestare è libero di farlo, nei limiti di comportamento stabiliti dalle norme (nel nostro caso quelle stringenti delle disposizioni anticovid). Chi non è d’accordo è altrettanto libero di manifestare il dissenso. Nessuno, Nessuno può violare le norme o le leggi e la Carta Costituzionale”.



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