Legge nazionale sull’enoturismo e l’oleoturismo, se n’è parlato a Marsciano

 
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Legge nazionale sull’enoturismo e l’oleoturismo, se n’è parlato a Marsciano

Recepire in Umbria, in maniera snella e veloce, la legge nazionale sull’enoturismo e l’oleoturismo. È quanto emerso dalla riunione della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Valerio Mancini, che si è tenuta questa mattina a Marsciano per ascoltare in audizione i Sindaci della zona e le imprese del territorio. Al termine della seduta, su proposta del presidente Mancini, la Commissione ha stabilito che già nella seduta della prossima settimana si tornerà ad affrontare l’argomento per predisporre una proposta di risoluzione da portare quanto prima in Aula .

IN SINTESI
La Seconda commissione consiliare, presieduta da Valerio Mancini, si è riunita questa mattina a Marsciano per ascoltare in audizione i Sindaci della zona e le imprese del territorio sull’enoturismo e l’oleoturimo. Dagli interventi è emersa la necessità che la Regione Umbria recepisca in maniera snella e veloce la legge nazionale in proposito. La Commissione si è impegnata a lavorare già nella prossima settimana ad una proposta di risoluzione che impegni la Giunta sul tema.

Alla seduta, oltre al sindaco di Marsciano Francesca Mele che aveva sollecitato l’incontro recependo la richiesta di una ventina di aziende agricole del territorio, hanno preso parte anche l’assessore del Comune di Todi Claudio Ranchicchio, il sindaco di Torgiano Eridano Liberti, l’assessore del Comune di San Venanzo Roberta Giuliani, il vicesindaco di Marsciano Andrea Pilati, il direttore del Cesar (Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale) Angelo Frascarelli, Sandra Placidi di Sviluppumbria (responsabile del portale UmbriaTourism), i dirigenti regionali che si occupano del settore tra cui Serenella Petini e Simonetta Silvestri.

Tra i numerosi imprenditori che hanno preso parte all’audizione sono intervenuti Moreno Peccia della cantina La Spina, Alessandro Giannoni e Francesco Montanaro dell’azienda Castello Monte Vibiano Vecchio, Emma De Filippo della cantina De Filippo, Giovanni Cenci della cantina Cenci, Guido Santarelli della cantina La Macina, Massimiliano Cecchetti del pastificio Il Palombaio. Dagli interventi è emersa la necessità che la Regione Umbria recepisca e dia attuazione rapidamente alla legge nazionale ‘205/2017’ sull’enoturismo e al decreto Centinaio del marzo 2019 sulle ‘linee guida e indirizzi in merito ai requisiti standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica’.

Secondo gli imprenditori le linee guida nazionali sono ben delineate e semplici, quindi la richiesta è che l’Umbria le recepisca velocemente e si doti di questo strumento in modo snello per far emergere le aziende dalla ‘carboneria’ poiché l’attività di enoturismo, non essendo normata, le lascia in balia di interpretazioni eccessivamente discrezionali. Serve un testo essenziale, prendendo anche spunto da Regioni che già hanno normato la materia come Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna. In questo modo sarà possibile valorizzare il territorio che ha grandi potenzialità che non riescono ad emergere. Inoltre è stata sottolineata l’importanza di puntare su degustazioni con prodotti biologici, tipici e locali, così che l’enoturismo possa fare da volano di sviluppo per l’intero territorio. Emersa anche l’esigenza di campagne di comunicazione e marketing per far conoscere le eccellenze enogastronomiche, facendo crescere la reputazione per favorire l’arrivo dei turisti in un territorio verde, sostenibile e digitale.

Il presidente Mancini, dopo gli interventi dei consiglieri Francesca Peppucci (Lega), Vincenzo Bianconi (misto), Michele Bettarelli (Pd), Stefano Pastorelli e Daniele Carissimi (Lega), ha detto che “l’impegno di questa Commissione è di arrivare ad una risoluzione unitaria nella prossima settimana che impegni la Giunta a recepire la legge del 2017 e il decreto Centinaio del 2019. Il quadro normativo regionale in questo momento è indietro. Dispiace che in passato la Regione Umbria non abbia saputo ispirarsi a queste norme che tanto farebbero bene alle imprese e all’occupazione. Lo faremo noi da qui in avanti perché l’impegno che ci siamo presi è di essere concreti”.


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