Famiglia sequestrata e pestata a sangue, vicinanza Peppucci, Lega

 
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Famiglia sequestrata e pestata a sangue, vicinanza Peppucci, Lega

Famiglia sequestrata e pestata a sangue, vicinanza Peppucci, Lega

Una famiglia sequestrata in casa propria dai ladri. Tre banditi, forse un quarto che faceva da palo, hanno fatto irruzione sabato sera in una villa di un imprenditore in pensione a Deruta. Armati di pistola e coltello hanno rubato Rolex e gioielli. I rapinatori sono entrati in azione in una abitazione del centro pestando a sangue la famiglia con calci e pugni. I tre componenti sono finiti in ospedale per le ferite riportate.

L’imprenditore che stava trascorrendo la serata insieme alla moglie 65enne, e alla figlia trentenne, improvvisamente si è trovato davanti tre individui, due di colore e uno bianco armati di pistola e coltello hanno chiesto minacciosamente soldi e gioielli custoditi dentro una cassaforte.

I banditi, dopo aver picchiato la famiglia, sono riusciti a farsi aprire lo scrigno e portare via orologi e gioielli. Soon scappati velocemente con un’auto pronta per la fuga. I tre familiari hanno immediatamente chiamato i carabinieri. Sul posto i militari della stazione di Deruta, della compagnia di Todi e i nuclei operativo e investigativo del comando provinciale di Perugia. Sono subito partite le indagini. Secondo quanto raccontato dalle vittime, uno dei tre aveva un accento italiano, probabilmente del posto. I carabinieri non escludono alcuna ipotesi.

 Sicurezza, Peppucci, Lega, vicinanza alla famiglia aggredita a Deruta

“Esprimo la mia vicinanza alla famiglia che a Deruta è stata barbaramente aggredita e malmenata da rapinatori senza scrupoli per avere accesso alla cassaforte dell’abitazione. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine per rintracciare i malviventi e assicurarli alla giustizia”. Così il consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega) che parla di “episodi che purtroppo si verificano sempre più frequentemente e di fronte ai quali non possiamo voltarci dall’altra parte. Pur nella comprensione delle limitate competenze della Regione Umbria in tema di sicurezza – aggiunge -, siamo anche consapevoli del ruolo che la politica dovrebbe svolgere nell’azione di tutela dell’incolumità pubblica e nel garantire il rispetto della legalità”.

IN SINTESI
Il consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega) esprime la sua vicinanza vicinanza alla famiglia che a Deruta è stata barbaramente aggredita e malmenata da rapinatori senza scrupoli”. Peppucci ritiene necessario il potenziamento della polizia locale e l’impegno del Governo “nella determinazione di misure che garantiscano regole e risorse per assunzioni, formazione ed equipaggiamento”. All’Esecutivo nazionale si chiede poi “maggiore impulso sul tema della sicurezza: leggi chiare, tempi brevi della giustizia e pene certe”.

“Ce lo chiedono i cittadini già fortemente provati dalla pandemia – spiega l’esponente della Lega -, ce lo chiedono i sindaci, che tra le mille difficoltà sociali ed economiche a cui devono far fronte nel periodo post-covid, non possono e non vogliono certo sottovalutare fenomeni in crescita come quelli legati allo spaccio di droga, ai furti e alle rapine, come appunto quella accaduta nottetempo a Deruta. Per tale motivo – annuncia – mi impegnerò affinché la Regione Umbria, nell’ambito delle sue competenze, diventi parte attiva nel percorso di tutela della legalità e si affianchi ai Comuni nell’azione di contrasto alla criminalità”.

Il consigliere Peppucci affronta poi il tema del potenziamento della Polizia Locale rispetto al quale spiega “sarà necessario l’avvio di un confronto con il Governo nella determinazione di misure che garantiscano regole e risorse per assunzioni, formazione ed equipaggiamento. In particolare – aggiunge – all’Esecutivo nazionale chiediamo un maggiore impulso sul tema della sicurezza: leggi chiare, tempi brevi della giustizia e pene certe, anche se in considerazione degli ultimi sviluppi sembra quasi che il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, abbia intrapreso la strada opposta”.

“Ne sono un chiaro segnale – spiega Peppucci – i tentativi messi in atto per scardinare e indebolire i Decreti Sicurezza di Matteo Salvini che, seppur in un breve periodo, avevano determinato un forte calo degli sbarchi, un maggior numero di rimpatri e un rinnovato senso di giustizia, contrapposto al senso di impunità che aleggiava da anni su questo paese. Non è il momento di tornare indietro – conclude Peppucci -, i territori indeboliti dalla crisi sono esposti a fenomeni di criminalità che vanno subito arginati. La Regione Umbria farà la sua parte”.


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