Due Giuda Iscariota nell’ultima cena di San Crispolto a Bettona

Due Giuda Iscariota nell’ultima cena di San Crispolto a Bettona

Nell’affresco del Cenacolo di San Crispolto a Bettona appaiono raffigurate due misteriose figure di discepolo, entrambe caratterizzate dai tratti che la tradizione attribuisce a Giuda: una a sinistra si lava le mani (come Pilato?), l’altra a destra dialoga con un demone nudo. Una rara e unica versione dell’Ultima Cena di Cristo.

L’affresco situato nella parete di fondo del refettorio francescano a fianco della chiesa di San Crispolto a Bettona (Perugia), che sembra provenire dalla fine del ‘500. La scoperta è stata fatta dallo studioso e artista veneziano Guerino Lovato, che sul tema terrà un incontro domani proprio a Bettona, nella Collegiata Maria Assunta di Bettona.

Una preziosa opportunità di riflessione artistica e teologica su Giuda Iscariota. Attualmente l’accesso al Cenacolo di San Crispolto è limitato da lavori di consolidamento dell’intera struttura dell’antico convento. Alla conferenza sono stati invitati ad intervenire Micaela Soranzo (architetto – studiosa di architettura e arte per la liturgia), Guerrino Lovato (scultore ed iconologo – “Mondonovo Maschere”), Giulio Michelini ofm (docente di Introduzione ed Esegesi del Nuovo Testamento e preside – Istituto Teologico di Assisi), Pawel Andrzej Gayewski (pastore e docente di Teologia delle religioni – Facoltà valdese di teologia).

Il dipinto, sottolinea Lovato, non è in buone condizioni: protetto da un vetro, al suo centro presenta un ‘buco’ rettangolare scalpellato che incornicia le cinque figure centrali, con Cristo nel mezzo. Grande circa 6 metri per 4, è collocato dentro una grande lunetta ad arco ribassato, e raffigura una scenografia con sei colonne rosse che reggono il soffitto a grandi cassettoni. Sul fondo ci sono tre nobili finestre o forse porte con timpano, una lampada con tre fuochi accesi, simbolo anche della Santissima Trinità.

“Le figure – nota Lovato – sono in totale 17: Cristo, 13 apostoli e non 12, due servi, uno addetto a lavare le mani dei commensali e un responsabile trinciante addetto alle carni e, nondimeno, il Demonio in persona”.

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