Critiche al Centrodestra a Marsciano, ma il Centrodestra non ci sta e replica

Quello che stiamo mettendo in campo è un nuovo approccio di governo al territorio

 
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Critiche al Centrodestra a Marsciano, ma il Centrodestra non ci sta e replica
Francesca Mele

Critiche al Centrodestra a Marsciano, ma il Centrodestra non ci sta e replica

Tra le prese di posizione che sono seguite alla chiusura della sede di Stato civile distaccata di Spina e all’uscita del Comune dall’associazione Borghi autentici, registriamo anche quella del Gruppo consiliare che fa capo a Sergio Pezzanera. Ovviamente critica, dove si rinfaccia all’amministrazione di destra di non fare una delle cose che ha promesso, ovvero riportare la giusta attenzione sulle frazioni.
Fatti e motivazioni li ha già spiegati in modo chiaro il Comune di Marsciano attraverso due comunicati stampa.

Quello che qui ci preme sottolineare è che, sulla base di quanto dichiarano, per le forze politiche della coalizione per Sergio Pezzanera, amministrare bene vuol dire partire, mantenendolo, da tutto quello che fin qui è stato fatto (e quindi nel caso specifico l’ufficio non funzionante di Stato civile a Spina e l’adesione mai sostanziata in niente della frazione di Papiano a Borghi autentici) e magari mettere qualche pezza qua e là, dove le cose possono essere migliorate.

Bèh, l’opposizione, tutta, se ne faccia una ragione, non è così che questa maggioranza di centro destra intende governare il territorio, ovvero continuando a rispondere a quelle logiche di partito e personalistiche che fin qui hanno, spesso anche con l’incompetenza, condizionato l’amministrazione di questo territorio (e, ahi noi, di tutta l’Umbria). Logiche per cui, la maggior parte delle volte, si interveniva a spot, su alcuni temi o su alcune aree del territorio, senza avere una visione d’insieme ragionata in chiave di opportunità di sviluppo, ma solo per ragioni elettorali o semplicemente perché in quella frazione, piuttosto che in quell’altra, ci abitava un amministratore un po’ più ispirato e magari volenteroso.

E da questo punto di vista la vicenda di Borghi autentici è esemplare. Una scelta, in chiave di promozione turistica, limitata ad una frazione, grazie all’interessamento dell’amministratore di turno e poi, esaurita la prima spinta propositiva, tutto è finito nel nulla, nell’oblio. Anzi, nell’imbarazzante degrado. Basta guardare come sono ridotti i due cartelli che annunciano all’ingresso di Papiano il fatto che la frazione è un Borgo autentico.

Una situazione vergognosa (per tutta la nostra comunità) contro la quale fino a ieri, ovvero fino a che questa amministrazione non ha preso una posizione, non ci è capitato (magari c’è sfuggito?) di leggere articoli indignati sulla stampa da parte delle attuali opposizioni.

Allora, del modus operandi che Sergio Pezzanera propone, francamente questo territorio ha scelto di fare a meno, come hanno chiaramente dimostrato i risultati elettorali. Le forze di centro destra, con l’amministrazione, sono ben intenzionate a percorrere una strada diversa, di discontinuità con il passato, puntando su una programmazione sì condivisa ma soprattutto capace di dare risposte serie e sostenibili, che tengano insieme i bisogni di oggi e quelli di domani, e che non si limiti a riconcorrere le solite facili soluzioni temporanee che durano un giorno.

Era forse difficile, per un amministratore, capire che a causa dei pensionamenti l’organico del comune sarebbe andato in forte sottodimensionamento causando criticità e disservizi per i cittadini (come ad esempio la chiusura dell’ufficio di Spina avvenuta ad aprile 2019)? No, eppure la precedente amministrazione non ha fatto nulla per evitarlo.

Dopo di che, fornire servizi ai cittadini di una frazione non vorrà dire aprire 10 o 20 sportelli sul territorio, ma, piuttosto, garantire a tutti la possibilità di vivere in un ambiente decoroso e magari accedere ai servizi digitali della pubblica amministrazione, aspetto sul quale il nostro Comune, per colpevole inerzia degli anni passati, non è certo tra i più avanzati.

Siamo rimettendo in moto, pur con fatica, energie e relazioni inespresse, e i cittadini sapranno riconoscere e giudicare la bontà dei cambiamenti in atto. Certo, servirebbe uno sforzo corale ma per adesso non vediamo, nell’azione delle opposizioni, né questa volontà né la necessaria lungimiranza. Sono troppo affaccendate nella critica sterile, incapaci di prospettare soluzioni e soprattutto refrattarie a qualunque stimolo che le inviti a guardare oltre la punta del proprio naso.


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