Chi vuole manifestare è libero di farlo, ma rispettare normi stringenti

 
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Todi, un anno difficile ma anche ricco di progetti

Chi vuole manifestare è libero di farlo, ma rispettare normi stringenti

In questi lunghi mesi di battaglia contro il Coronavirus credo che non ci sia stata Città più impegnata di Todi, nello spendersi con ogni sforzo e risorsa. Grazie al lavoro di centinaia di volontari e dell’intera società, abbiamo dato esempio, in mille e mille occasioni, di quello che può fare una comunità unita e coesa.

Todi è stata esempio nella primavera scorsa di Covid Free prima degli altri, ha scritto i protocolli per la riapertura delle manifestazioni sportive, organizzando i campionati italiani di Tennis, in autunno ha offerto alla Regione il “Modello Todi” in tema di tracciamento dei casi dei contagiati e, infine, da ultimo ha aperto il Primo Centro Vaccinale interamente comunale, sostenuto da volontari.

Personalmente, mi sono speso e continuo a spendermi, quotidianamente per sostenere ognuno di noi in questo momento così complicato. Ci sono online centinaia di miei interventi che possono essere ascoltati da chiunque, nei quali ho solo e sempre continuato a sostenere le Autorità ed il Governo, a prescindere da chi fosse il Presidente del Consiglio, e ogni tipo di Amministrazione che ha dovuto impegnarsi in questo momento.

Credo fortemente nella scienza, nel valore dei vaccini e nelle organizzazioni internazionali. Ritengo, infine, che niente sia più lontano dalla realtà, dalle teorie che circolano, quotidianamente, sui social, infarcite di complotti, teorie strampalate e fantasie, negazionismi e terrapiattismi vari.

Sono così per mio convincimento personale e perché, oltretutto, lo ritenevo e lo ritengo un mio preciso dovere di Sindaco. Soltanto chi ha vissuto in prima linea questo periodo, a partire dal personale sanitario, può capire i sacrifici e le sofferenze di questo periodo.

Tuttavia, le notizie lette oggi sui giornali mi hanno lasciato basito. Poter pensare che un Sindaco dell’Italia democratica possa “permettere” o “non permettere” una manifestazione in base alla corrispondenza con le sue idee, oltre che contro la legge è, a mio giudizio, un abominio.

I nostri nonni sono usciti da una guerra mondiale, scrivendo la Costituzione che, nei principi generali, ritengo sia la migliore del mondo. L’Articolo 21 recita, testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Ecco. Io credo fortemente, da liberale autentico, nei sacri principi della Costituzione Italiana, nella libertà individuale prima di tutto. Non vorrei mai vivere in un Paese nel quale si potesse manifestare, o meno, a seconda se il Sindaco, il Presidente della Regione o il Presidente del Consiglio siano, o meno, d’accordo. Un conto è dire “…non condivido quello che stai dicendo…”, altro è dire “…se non la pensi come me non hai diritto di dirlo…”. Questo si fa nei regimi dittatoriali, non nelle democrazie mature.

Chi vuole manifestare è LIBERO di farlo, nei limiti di comportamento stabiliti dalle norme (nel nostro caso quelle stringenti delle disposizioni anticovid).
Chi non è d’accordo è altrettanto libero di manifestare il dissenso. Nessuno, Nessuno può violare le norme o le leggi e la Carta Costituzionale.

Il Sindaco
Avv. Antonino Ruggiano


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