L’incontro svoltosi a Marsciano, sabato 22 novembre, sul tema del gioco d’azzardo patologico ha fatto luce su alcuni aspetti di un fenomeno che da alcuni anni ha assunto una grande rilevanza socio-sanitaria oltre che economica. L’appuntamento è stato organizzato dal Comune di Marsciano insieme al Lions Club e in collaborazione con la USL Umbria n. 1 e il SERT (Servizio per le Tossicodipendenze) della Media Valle del Tevere.
Il convegno è stato aperto dai saluti del Sindaco di Marsciano Alfio Todini e del Presidente del Lions Club di Marsciano Renzo Boriolo, che ha avuto modo di ricordare come la ludopatia sia uno dei temi fatti oggetto di studio e sensibilizzazione da parte dei Lions per l’anno 2014/2015.
“Il gioco d’azzardo patologico – ha affermato Alfio Todini – è un problema che ha impatti sociali molto forti e anche nel nostro territorio abbiamo avuto modo di misurare il crescere di questo fenomeno. Un fenomeno che presenta aspetti molto problematici anche perché si tratta di attività legali normate dallo Stato. Ed i Comuni, dal canto loro, hanno scarsa possibilità di intervenire su questi aspetti. Unica leva che abbiamo è quella della tassazione comunale e proprio in questo senso Marsciano ha approvato un Regolamento in cui si prevedono forme di agevolazione per quegli esercizi che decideranno di rinunciare alla presenza di slot. Confidiamo quindi nel fatto che, anche grazie a questo tipo di incentivo e a quelli offerti dalla normativa regionale, si possa arginare sul territorio il costante aumento di offerta di gioco”.
Le difficoltà di intervento da parte degli enti locali sono stati sottolineati anche dal Consigliere regionale Massimo Buconi il quale ricordava che indicativamente una slot o una videolottery possono arrivare a dare al negozio in cui sono istallate, anche 800, 1000 euro di utile al mese. Cifre che quindi non possono essere compensate da nessuna politica di agevolazione fiscale. “E tuttavia – prosegue il Consigliere regionale – anche la Regione Umbria ha inteso approvare una norma tesa a contrastare il fenomeno del gioco patologico, pur temendo che sotto alcuni aspetti la Legge approvata possa non superare il vaglio delle norme nazionali e costituzionali. La Legge regionale si pone innanzitutto l’obiettivo di sensibilizzare e informare i cittadini sul rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco, individuando una dotazione finanziaria a tale scopo.
Altro aspetto dove la Legge agisce, come nel caso del Regolamento comunale approvato da Marsciano, è quello economico, con uno sconto di Irap per quegli esercizi che tolgono le slot. Inoltre è previsto anche il divieto di collocazione nell’ambito di 500 metri dalle scuole. Ad oggi non sappiamo quante slot legali sono attive in Umbria e quindi altro obiettivo della legge è fare una sorta di censimento e mappatura sul territorio regionale”.
Gli aspetti sanitari del problema sono stati sviluppati negli interventi di Mariano Pedetti, responsabile del Sert Media Valle del Tevere, Anna Grazia Frascella, psicologa e psicoterapeuta che con l’Associazione Atlantide si occupa di dipendenza dal gioco d’azzardo, Claudio Mariotti, Medico di medicina generale e Stefano Lentini, Direttore del Distretto della Media Valle del Tevere.
“L’unica terapia che riesce a dare un risultato – ha spiegato la d.ssa Frascella – è quella psicologica, nell’ambito della quale si pone l’attenzione sulle modificazioni degli schemi e dei modelli cognitivi che il gioco induce nei pazienti, portandoli ad una elaborazione distorta delle informazioni. Con la terapia andiamo a correggere questi modelli aiutando il paziente ad acquisire nuove capacita comportamentali e vengono preparati, inoltre, ad affrontare possibili ricadute, che sono in effetti molto frequenti.
Purtroppo i pazienti che arrivano da noi hanno già subito danni economici, familiari e sociali ed infatti uno degli aspetti più rilevanti di questo fenomeno sono proprio le conseguenze, non solo economiche, che il problema ha sulla famiglia del giocatore patologico, come ad esempio la vergogna che i componenti familiari possono provare e che può portare all’isolamento. E proprio per intervenire su questo aspetto stiamo organizzando dei gruppi terapeutici che coinvolgono non solo il paziente ma anche la sua famiglia”.
Nel 2014 il Sert della Media Valle del Tevere, insieme all’Associazione Atlantide, ha seguito 21 pazienti (20 uomini e una donna di cui 18 italiani e 3 stranieri) e tra questi c’è anche chi ha problemi di alcol e droga. Altri aspetti che sono stati ricordati sono quelli dell’importanza di azioni di prevenzione fatta nelle scuole, attività che vede operativa sul nostro territorio proprio l’Associazione Atlantide, e il ruolo fondamentale che ha il medico generico nell’accompagnare il giocatore patologico verso trattamenti specialistici di terapia psicologica e comportamentale.
Il convegno si è concluso con la presentazione di alcuni dati da parte di Renato Tinarelli, Comandante della Guardia di Finanza di Todi. Tra i dati più significativi c’è il fatto che quella del gioco (dal lotto alle videolottery) è la terza industria del Paese per volume d’affari, dopo l’Eni e la Fiat. Una industria nella quale operano circa 1.600 aziende con oltre 130mila addetti, senza considerare la parte illegale dei giochi che vale circa 23 miliardi di euro, ovvero oltre ¼ della raccolta legale che nel 2013 è stata di 84,7 miliardi, dato un po’ più basso del 2012 quando furono raccolti circa 88 miliardi, ma comunque maggiore degli 80 miliardi del 2011 e dei 61 del 2010. A fronte di questa raccolta le entrate tributarie sono state, nel 2013 di 8,1 miliardi.
Altro dato significativo fornito dai Monopoli di Stato, e relativo al 2012, riguarda la spesa pro-capite suddivisa per regioni. In questo caso vediamo che l’Umbria, con 118 euro pro-capite, si colloca al nono posto di una classifica che ha al primo posto l’Abruzzo con 155,28 euro a testa, seguito da Lazio (144,83) e Lombardia (132,31).

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