Pensaci, Anticorteo liberi studenti che pensano e parlano a Todi

Pensaci, Anticorteo liberi studenti che pensano e parlano a Todi
Anticorteo

Pensaci, Anticorteo liberi studenti che pensano e parlano a Todi
Todi ha finalmente dimostrato di avere degli studenti pensanti, stufi del nero chiasso e del silenzioso rosso cittadino 

Liberi studenti che pensano, parlano e scrivono autonomamente, ecco gli unici protagonisti dell’Anticorteo. Giovedì 14 Gennaio, nei Giardini Oberdan, Todi ha finalmente dimostrato di avere degli studenti pensanti, stufi del nero chiasso e del silenzioso rosso cittadino. I ragazzi della neonata organizzazione “Pensaci” fanno parte di quella gioventù tuderte che è attiva nelle proprie scuole ed è spesso protagonista degli eventi, culturali e non, della città.

Anticorteo

“L’Anticorteo è stato organizzato esclusivamente da noi. Non ci siamo mai dichiarati apolitici, ma apartitici, perché siamo consapevoli che ogni uomo è un animale politico.”- Dichiarano con fermezza i ragazzi – “Siamo stufi di essere confusi con i Giovani Democratici o i Giovani Comunisti, sebbene li abbiamo ringraziati e condiviso i comunicati stampa, ci teniamo a ricordare che non apparteniamo a nessuno. La nostra è stata una manifestazione dal tono dissonante, che fa ben sperare in un cambiamento.

Ci spaventano, piuttosto, i ‘grandi’ che ci etichettano come ‘i NOSTRI ragazzi’, mentre chi ha preso parte alla manifestazione con noi si batteva proprio per un corpo studentesco libero, e non guidato da idee populistiche che sfruttano gli studenti per ottenere voti o tesseramenti. Mentre sosteniamo e condividiamo a pieno l’azione anti-fascista per la quale l’ANPI combatte da sempre.”

Continuano i rappresentati di “Pensaci”: “Leggere i commenti di adulti accecati dalle loro ideologie, ci dà da riflettere e finché avremo una testa e una voce, cercheremo di salvaguardare noi e i nostri coetanei da coloro che ci additano solo come ‘bambocci’ o deformano realtà oggettive in modo ripugnante. Ribadiamo che l’Anticorteo è stato organizzato da noi per gli studenti, i quali hanno partecipato numerosi.

Non abbiamo certo raggiunto le cifre del Blocco Studentesco, ma non ci interessa. Ognuno ha il diritto di manifestare, non abbiamo mai detto ai nostri compagni di non unirsi al corteo di CasaPound (volantini GD), ne abbiamo mai stracciato i volantini del Blocco nelle nostre scuole, come invece ha fatto il secondo rappresentante dell’ istituto agrario con i nostri. Dunque, non potevamo negare a degli adulti di unirsi alla nostra manifestazione perché, se un gruppo di giovani organizza un anti corteo a cui partecipano ragazzi con ideologie politiche diverse, allora significa che fino al 14 Gennaio a Todi non c’è stato nulla che ci rappresentasse come corpo studentesco. Noi vogliamo avere voce in capitolo e se i grandi faranno finta di non sentirla allora urleremo più forte e parleremo in primo luogo con gli studenti, dimostrano che quando si scende in piazza lo si fa perché si ha la reale e autonoma consapevolezza di quanto valiamo e di ciò che ci spetta per diritto”.

 

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