Dematerializzazione degli atti a Todi con fondi del PNRR

Dematerializzazione degli atti a Todi con fondi del PNRR
Nella foto: archivio carteceo urbanistica-Todi

Svolta digitale per l’urbanistica: addio ai faldoni a Todi

Il Comune di Todi si appresta a vivere una trasformazione storica nella gestione dei propri uffici tecnici, segnando il passaggio definitivo dall’era del cartaceo a quella del digitale. Attraverso un piano mirato che punta all’innovazione della macchina amministrativa, l’ente locale darà il via a un’operazione di conversione informatica che riguarderà l’intero patrimonio documentale dell’area urbanistica. Questa iniziativa non rappresenta solo un aggiornamento tecnologico, ma una vera e propria riforma strutturale destinata a cambiare il modo in cui i cittadini e i professionisti interagiscono con la burocrazia municipale, come riporta il comunicato l’ufficio Comunicazione Città di Todi.

Il cuore finanziario dell’operazione risiede in uno stanziamento di 78.455 euro, interamente coperto dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nello specifico, l’amministrazione è riuscita ad intercettare le opportunità offerte dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, un canale di finanziamento strategico volto a implementare lo sviluppo delle competenze interne e la modernizzazione delle infrastrutture operative degli enti territoriali. La scelta di destinare queste somme al settore urbanistico è frutto di una visione lungimirante della Giunta, che ha individuato in quest’area il nodo cruciale per lo sviluppo economico e strutturale della città di Todi, riconoscendo allo stesso tempo l’enorme mole di lavoro prodotta dai dipendenti comunali negli ultimi cicli amministrativi.

L’impatto di questa svolta sarà tangibile soprattutto per le categorie professionali che quotidianamente si interfacciano con le licenze edilizie, i piani regolatori e la documentazione catastale. Architetti, ingegneri, geometri e agronomi non dovranno più attendere i lunghi tempi fisici di reperimento dei faldoni polverosi stipati negli archivi, ma potranno beneficiare di una consultazione agile, rapida e intuitiva. Come sottolineato dai vertici dell’amministrazione, il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore Moreno Primieri, l’obiettivo è garantire una risposta quasi istantanea alle istanze dei privati, eliminando colli di bottiglia burocratici che spesso rallentano le attività produttive. La fluidità del nuovo sistema permetterà agli impiegati di dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto, ottimizzando la forza lavoro complessiva.

La tabella di marcia per la realizzazione del progetto è serrata e non ammette ritardi, in pieno stile PNRR. Il primo passaggio formale avverrà entro il prossimo 20 febbraio, data entro la quale il Comune individuerà, attraverso la piattaforma del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa), l’azienda specializzata che si occuperà fisicamente del processo di scansione, indicizzazione e archiviazione dei dati. I criteri di selezione saranno rigorosi, puntando non solo sul risparmio economico ma soprattutto sulla qualità della resa tecnica e sulla sicurezza della conservazione digitale. L’intero processo dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026, data che sancirà il completamento di un piano di ammodernamento che l’ente intende estendere progressivamente a ogni altro ufficio comunale, rendendo la trasparenza e l’accessibilità i pilastri portanti del servizio pubblico locale.

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