Esposizione, undici codici, presentazione edizione critica, memoria
TODI – Lunga vita allo Statuto Medioevale del Comune di Todi del 1275, il più antico dell’Umbria, protagonista di un vero e proprio ritorno alla luce in occasione dei 750 anni dalla sua approvazione. Una ricorrenza che si trasforma in motivo di festa collettiva e di approfondimento culturale: giovedì 30 ottobre si inaugura nella Torre del Palazzo dei Priori una mostra dal sapore unico, accompagnata dalla pubblicazione di un volume con la traduzione italiana a fronte dell’originale manoscritto, come riporta il comunicato della Comunicazione Città di Todi.
L’esposizione, realizzata con la collaborazione del Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo – Accademia Tudertina, propone un viaggio nel tempo attraverso undici codici manoscritti dal XIII al XVI secolo, restaurati e custoditi nei sotterranei dell’ex convento di San Fortunato. In questa cornice suggestiva, la città riannoda il filo tra memoria storica e identità civica, restituendo senso e valore a un patrimonio raro, fragilissimo e fondamentale.
Il taglio del nastro sarà preceduto, alle ore 17, da una conversazione pubblica tra il presidente delle celebrazioni Enrico Menestò e il docente universitario Emore Paoli, moderati dal direttore dell’Archivio Storico Comunale Filippo Orsini. È proprio Orsini a ricordare che “il codice originale veniva collocato in un ambiente apposito, incatenato a un banco di consultazione (statutum cum catena), consentendone la fruizione a tutti e garantendone allo stesso tempo la sicurezza”. Il codice statuario era cuore pulsante della città medievale: su di esso giuravano i podestà, impegnandosi a garantirne la piena osservanza, e lo Statuto veniva annualmente aggiornato per aderire alle nuove esigenze politiche, amministrative e sociali della comunità.
La mostra si accompagna alla presentazione della pregevole edizione critica, con traduzione italiana a fronte, curata dalla ricercatrice Gaia Sofia Saiani dell’Università di Perugia. Grazie agli interventi degli esperti, i visitatori saranno guidati dentro le pieghe di una normativa che, otto secoli fa, regolava ogni aspetto della quotidianità: amministrazione della giustizia, diritto tributario, viabilità, edilizia, mercati e corporazioni, controllo dei beni pubblici, ordine e igiene della città. Un corpo legislativo dinamico, stratificato e sempre rinnovato, divenuto riferimento imprescindibile per il buon governo e la tenuta della comunità.
Nel corso dei secoli, lo Statuto fu più volte oggetto di restauro, segno di una costante attenzione a tutela delle proprie radici. L’ultima serie di interventi ha coinvolto non solo lo statuto del 1275, ma anche altri quattro codici della collezione, testimoniando il valore attribuito dalla città alla conservazione e alla trasmissione di un patrimonio che non appartiene soltanto al territorio, ma all’intera comunità scientifica.
“La cura e la valorizzazione del documento antico – sottolinea il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano – rappresentano un atto di cittadinanza attiva, un modo per rinsaldare il legame con la propria storia. Restituire alla città e ai ricercatori uno dei testi fondativi dell’identità cittadina è un gesto di responsabilità verso il passato e un investimento sul futuro”.
L’assessore comunale alla cultura, Alessia Marta, rimarca la valenza sociale e simbolica di tale operazione: “In un’epoca in cui la memoria rischia di essere trascurata, questa iniziativa nasce dalla convinzione che la cultura, quando profondamente radicata e partecipata, possa rinsaldare il senso di appartenenza e coesione”.
La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio, offrendo a cittadini e visitatori non solo l’opportunità di ammirare documenti rari ma anche di cogliere, attraverso la lettura critica e partecipata del passato, il senso profondo dello sviluppo delle istituzioni e della democrazia locale.
Nel celebrare i 750 anni dello Statuto, Todi rinnova il suo impegno a preservare e valorizzare il proprio patrimonio documentario, perché solo dalla conoscenza delle origini si può costruire un futuro consapevole e condiviso.

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