da Claudio Serafini (Aria nuova per Todi)
L’atteggiamento vessatorio, strumentale e provocatorio del Partito Democratico di Todi nei confronti del consigliere di Aria nuova per Todi Claudio Serafini spiega il perché in un Paese governato dal loro segretario nazionale vada ormai a votare solamente il 30% degli elettori. Fa sorridere il fatto che il PD possa fare la morale su incarichi e poltrone ad un semplice consigliere di una lista civica, quando non esiste ambito della società civile umbra in cui non abbia “piazzato” almeno un dirigente del partito. Purtroppo per l’Umbria, il tema della ramificazione del potere rosso che attraversa le cooperative, le istituzioni, i centri di potere, la sanità, ha assunto il volto di processi come appaltopoli, sanitopoli (con la condanna dell’ex governatrice Lorenzetti) ed altri indagini giudiziarie di cui gli esponenti del Pd sono protagonisti. A fronte di tali scandali nazionali, il PD di Todi perde tempo ad attaccare un consigliere eletto all’interno di un’assemblea con il compito di votare il consiglio delle autonomie locali, senza per questo percepire nemmeno un centesimo. Intanto va chiarito che l’ elezione di Serafini è il frutto della richiesta di disponibilità rivolta allo stesso consigliere dai colleghi di opposizione presenti in aula ( i quali potranno smentire se ciò non corrisponde al vero) e che solo in un’ottica di collaborazione il consigliere di Aria Nuova per Todi si è reso disponibile.
Ha ragione il Pd ha riferire che il consigliere Serafini ha dovuto lasciare il Consiglio Comunale in anticipo. Purtroppo, infatti, Serafini è dovuto tornare in Provincia per partecipare ad un’assemblea organizzata dai sindacati in cui oltre trecento dipendenti dell’ente erano stati riuniti per valutare i disastri fatti da PD e dal governo attraverso una riforma che, fingendo di aver chiuso le province, rischia di creare danni inimmaginabili ai cittadini e ai dipendenti stessi. E’ proprio per far fronte ad uno dei tanti danni creati dalla classe dirigente del Pd che il consigliere Serafini ha dovuto lasciare l’assise tuderte,prendendo atto che l’assemblea dei dipendenti della Provincia, a fronte di un suo apprezzato intervento lo ha invitato, per acclamazione (per la cronaca Claudio Serafini non ha tessere sindacali) a rappresentare i dipendenti della Provincia di Perugia nel confronto con le Istituzioni Regionali che si terrà nei prossimi giorni. Invitiamo il Pd tuderte a vergognarsi per la bassezza degli attacchi fatti e lasciamo ai cittadini il giudizio su un partito che dopo mesi di assenza dalle cronache locali per assenza di idee, progetti e azioni, è costretto a fare interventi che non hanno ne capo ne coda.

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