Mobilità: a Todi “vede la luce” il secondo ascensore urbano

Mobilità: a Todi "vede la luce" il secondo ascensore urbano

 Abbattuto l’ultimo diaframma del tunnel nel cuore di Todi 

Todi, 26 marzo 2026 – Una tappa storica per l’accessibilità del cuore cittadino è stata raggiunta mercoledì mattina con l’abbattimento dell’ultimo frammento di terra del nuovo collegamento sotterraneo. Il ricongiungimento tra la galleria orizzontale e il pozzo verticale segna la fine delle operazioni di scavo per il secondo ascensore di Todi, un’infrastruttura strategica che collegherà via Termoli ai Giardini Pubblici. L’opera rappresenta l’anello mancante del sistema di risalita meccanizzata che, dai parcheggi di Porta Orvietana, conduce residenti e turisti direttamente in via Ciuffelli, posizionando l’utenza ad appena duecento metri dai principali monumenti del centro storico come Piazza del Popolo e il Duomo.

Un’opera tra ingegneria moderna e scoperte archeologiche

Il progetto, finanziato interamente attraverso i fondi PNRR destinati alla rigenerazione urbana, ha richiesto la realizzazione di un tunnel pedonale lungo 18 metri e di un vano ascensore profondo 8 metri, come riporta il comunicato di Comunicazione Città di Todi.

La particolarità dell’intervento risiede nella scelta di un elevatore in vetro. Questa soluzione architettonica consentirà agli utenti di ammirare le antiche stratificazioni murarie di epoca romana e medievale emerse durante le operazioni di scavo. Una volta giunti in superficie, il percorso si aprirà su uno dei panorami più suggestivi della città, affacciato direttamente sulla valle del Tevere.

La complessità del cantiere è stata accentuata dal valore storico dell’area. Il ritrovamento di reperti archeologici ha imposto una variante in corso d’opera, traslando leggermente il tunnel originario per preservare le strutture antiche e integrarle nel percorso di risalita. Questa sfida geologica e archeologica è stata vinta grazie alla sinergia tra i progettisti dello Studio Marcucci e Associati, la direzione lavori e i consulenti tecnici, che hanno operato in stretto contatto con le imprese esecutrici del territorio per garantire la massima tutela del patrimonio sotterraneo. Di conseguenza, l’infrastruttura non sarà solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio percorso museale verticale.

L’ultimo tassello della rigenerazione urbana PNRR

Il sindaco Antonino Ruggiano ha espresso grande soddisfazione per il completamento di quella che definisce una delle soluzioni più significative mai realizzate per la mobilità tuderte. Con investimenti complessivi che superano i 50 milioni di euro tra città e frazioni negli ultimi anni, questo intervento si pone come il coronamento di una stagione di grandi cantieri. L’opera permette infatti di superare un dislivello di 11,85 metri, collegandosi funzionalmente al doppio ascensore inaugurato lo scorso settembre che già garantisce la risalita per i primi 22 metri di quota.

L’assessore ai lavori pubblici, Moreno Primieri, ha sottolineato come questo sia l’ultimo dei 16 cantieri gestiti dall’Amministrazione a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tutti gli altri interventi sono stati già conclusi e rendicontati, un risultato ottenuto grazie a un lavoro di squadra definito encomiabile tra gli uffici comunali e le ditte coinvolte, tra cui la CNP Costruzioni di Todi e la GMP di Marsciano. La conclusione definitiva dei lavori, comprensiva delle finiture e dei collaudi, è prevista per il prossimo 30 giugno 2026.

Impatto economico e futuro dell’accessibilità cittadina

L’investimento complessivo per la realizzazione del collegamento ammonta a 1.651.296 euro, inclusi gli oneri per la sicurezza. Si tratta di una cifra imponente che riflette la complessità tecnica di un’infrastruttura scavata nella roccia e integrata in un contesto monumentale vincolato. Una volta operativo, il sistema di ascensori trasformerà radicalmente l’approccio al centro storico, incentivando l’utilizzo dei parcheggi esterni e riducendo drasticamente il traffico veicolare all’interno delle mura medievali.

L’integrazione tra la vecchia e la nuova meccanizzazione creerà un flusso continuo e agevole, abbattendo le barriere architettoniche che storicamente limitavano l’accesso alla parte alta di Todi. La mobilità sostenibile diventa così il motore della valorizzazione turistica, offrendo un’esperienza di risalita che è essa stessa un viaggio nel tempo tra reperti romani e vedute mozzafiato. La città si prepara dunque a inaugurare entro l’estate un’opera che promette di cambiare le abitudini di spostamento di migliaia di persone, consolidando il prestigio di Todi come modello di rigenerazione urbana in Umbria.

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