Torgiano, cade la giunta Nasini, si dimettono sette consiglieri

Torgiano, sospeso consiglio comunale, Claudio Faloci commissario

Torgiano, cade la giunta Nasini, si dimettono sette consiglieri. Da domani per la prima volta nella storia arriva il Commissario. Il sindaco di Torgiano Marcello Nasini, dopo 10 anni crolla a pochi giorni dalla fine del suo mandato.

Quattro membri dell’opposizione, prendendo atto delle dimissioni di tre consiglieri della maggioranza, hanno deciso di fare la stessa scelta. I tre membri della maggioranza  a essersi dimessi – riporta Umbria 24 – sono Federica Pandolfi, Enzo Morbidini e Antonella Ciotti, mentre i quattro dell’opposizione sono Andrea Ferroni, Feliciano Martinelli, Terdelinda Rastelli e Serena Peppicelli.

Tutto è cominciato più di tre settimane fa quando i tre della maggioranza non si presentarono in consiglio per l’approvazione del bilancio. Saltato il numero legale – scrive Umbria24 – il sindaco ha deciso di ritirare le deleghe al suo vice, Morbidini, parlando di «un grave atto di irresponsabilità» e puntando il dito contro «probabili personalismi in vista della prossima tornata elettorale».

Le vicende amministrative come quelle che riguardano il trasferimento, poi saltato, della Scap, ha generato tensioni dentro la maggioranza.

Andrea Ferroni, portavoce nazionale di Giovani comunisti, sul suo profilo Facebook scrive: «Una battaglia vinta, a casa la maggioranza Nasini. A seguito del Consiglio Comunale svoltosi ieri sera, mercoledì 27 marzo, abbiamo constatato il fallimento politico e amministrativo dell’ormai non più maggioranza di centro destra Nasini. Dopo le dimissioni di altri tre consiglieri non solo non ha più i numeri in Consiglio Comunale per l’approvazione del bilancio, ma nemmeno per proseguire questa legislatura. Lo avevamo già detto all’inizio del suo mandato, questa maggioranza non aveva un progetto solido e lungimirante per Torgiano e i suoi abitanti. Hanno dimostrato nel corso del tempo di non esser capaci di fare sintesi sulle necessità primarie dei cittadini, dalle politiche di sviluppo economico alla difesa del patrimonio ambientale e culturale del nostro territorio. Per cinque anni hanno messo le mani nelle tasche dei cittadini, ma ad oggi è facile constatare che non sono stati in grado di portare a compimento opere e progetti tanto sbandierati. Insomma, un’esperienza che abbiamo sempre giudicato fallimentare per il nostro territorio. Per questo, non appena si è palesata l’occasione di mandarli a casa non ci siamo tirati indietro e durante il consiglio comunale di ieri, dopo aver constatato che non ci sono più i numeri per governare, abbiamo protocollato le nostre dimissioni così da far capire al Sindaco che è ora di dimettersi. In questi anni abbiamo lavorato per vigilare e contrastare con forza e determinazione le politiche dell’amministrazione, in maniera dialettica e costruttiva per il bene di tutte e tutti. A conclusione del mio mandato non posso non ringraziare tutte e tutti coloro che esprimendo fiducia nei miei confronti e nell’idea che ho del fare Politica, mi hanno affidato l’importante compito di rappresentarli in questi anni. Sicuro di aver fatto il possibile per il bene di Torgiano, stiamo già lavorando per creare una proposta alternativa che abbia al centro il bene comune di tutti gli abitanti del nostro bellissimo territorio, facendo in modo che Torgiano diventi modello d’avanguardia in termini di lavoro, diritti e ambiente».

Da Andrea Ferroni, Serena Peppicelli, Federico Raspa, Terdelinda Rastelli: «I consiglieri dei gruppi consiliari d’opposizione prendono atto, come già stanno asserendo fin dalla seduta del 18 febbraio, confermata in quella del 26 febbraio, che la maggioranza in questo Comune non c’è più. Questa maggioranza che ha governato per 5 anni, che ha portato in questo consesso politico-istituzionale che è il Consiglio Comunale ed approvato bilanci contro i quali abbiamo sempre votato palesemente contro contestando l’impostazione politica che li aveva redatti. Abbiamo appreso che tre consiglieri della maggioranza hanno rassegnato ieri le loro dimissioni. Ma questo atto, legittimo, non li assolve dalle responsabilità politiche, e vogliamo porre l’accento sulle responsabilità politiche, poiché sono state parte integrante nella stesura del bilancio 2019. Anche ieri mattina hanno tenuto un comportamento ambiguo convocando la seconda commissione per l’analisi del regolamento sulla TARI e poi astenendosi dalla votazione facendo sì che tutta la responsabilità ricadesse sull’opposizione e su un ex consigliere. La politica ha bisogno di correttezza, trasparenza e comportamenti conseguenziali e non di proclami sui social o in altri luoghi. Per noi era opportuno che fossero venuti in Consiglio votando palesemente contro il bilancio dimostrando contestualmente dissidenza nella sua stesura politica e la formazione di una nuova maggioranza. Il Consiglio Comunale, dove ha inizio ogni legislatura, riteniamo essere l’unico luogo politico ed istituzionale dove discutere e prendere qualunque posizione. La legislatura è finita ed i componenti dell’opposizione escono da questo consiglio consegnando al Segretario comunale ognuno le proprie irrinunciabili ed immediate dimissioni da consigliere comunale».

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