Todi Festival, per Tuderti 5 Stelle è meglio cancellarlo del tutto

Per essere un Festival è troppo misero, e per essere una Rassegna è troppo costoso

 
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Todi Festival, botta e risposta tra Adriano Ruspolini ed Eugenio Guarducci

Todi Festival, per Tuderti 5 Stelle è meglio cancellarlo del tutto. 30 Anni…. E non sentirci! Anche quest’ anno la città ha avuto il suo FESTIVAL. Come dovrebbero fare tutte le forze politiche, noi non entriamo nel merito artistico di questa manifestazione. Anche in passato siamo sempre intervenuti su altri aspetti, secondo noi non convincenti né trasparenti, cercando di non pregiudicare i benefici (molto limitati) che la manifestazione porta alla città.

Ricordiamo la nostra segnalazione alla Procura e alla Corte dei Conti, tramite il Consigliere regionale Andrea Liberati, di un bando a nostro giudizio molto discutibile per l’edizione 2014 ( sembrava tagliato su misura per colui che poi risultò vincitore). C’è stato poi il pasticciaccio dell’edizione 2015, che vedeva da una parte il Comune e Spada annunciare ai quattro venti la gratuità, e dall’altra l’Assessore Caprini invitare gli operatori turistici a diffondere una locandina ambigua, ai limiti della frode in commercio, in cui sembrava che solo chi avesse soggiornato in albergo o mangiato nei ristoranti avrebbe avuto diritto all’ingresso omaggio.

In questa edizione del trentennale, attraverso le numerose segnalazioni e considerazioni di cittadini tuderti, ci siamo convinti che il Festival, così come è concepito, porti benefici minimi e concentrati in un lasso di tempo troppo breve, soprattutto se si considera la consistenza dei finanziamenti di cui beneficia. In un periodo di crisi persistente è indispensabile dosare meglio le risorse.

La soluzione secondo noi è cancellare del tutto il Festival (che per essere un Festival è troppo misero, e per essere una Rassegna è troppo costoso) e destinare le risorse a:

1) arricchire l’offerta culturale lungo tutto l’arco dell’anno;

2)ridurre il costo per l’utilizzo dei teatri comunali da parte delle numerose associazioni tuderti di teatro, danza, musica che oggi sono costrette a non fare spettacoli o a farli in altri comuni;

3)aumentare gli incentivi alla realizzazione di eventi da parte dei tanti volenterosi locali, che spesso si prodigano fino all’inverosimile per organizzare iniziative che valorizzano il territorio, e non solo non ottengono finanziamenti, ma neppure un pubblico ringraziamento.

All’interno di questa piccola rivoluzione si potrà poi anche pensare di concepire un progetto alternativo al Festival, che veda il coinvolgimento attivo di una molteplicità di soggetti (come le varie associazioni culturali presenti nel nostro territorio, gli operatori turistici, gli artisti residenti e gli operatori economici in generale) e di territori (in modo tale da rendere protagoniste anche le frazioni del nostro comune).

E poi c’è un ultimo aspetto, molto importante. Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative. Il Comune deve fare una seria valutazione di tutti gli elementi in tempi utili e contingentati, perché il compito di concepire un progetto alternativo spetta comunque all’attuale Amministrazione, che siamo sicuri non vorrà mai lasciare patate bollenti né polpette avvelenate a chi assumerà il governo della città a partire dal 2017.


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