Società Ornitologica Italiana, 50 anni per la biodiversità

Società Ornitologica Italiana, 50 anni per la biodiversità

A Deruta confronto su tutele ambientali e risorse future

📌 FLASH NEWS – La Società Ornitologica Italiana ha concluso a Deruta il terzo appuntamento per il cinquantesimo anniversario. Al centro del confronto le criticità delle aree protette, il calo dei fondi, la tutela della biodiversità, la ricerca e la divulgazione
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Deruta, 28 9 2026 – La Società Ornitologica Italiana ha celebrato il proprio cinquantesimo anniversario con il terzo e ultimo appuntamento del ciclo di incontri dedicati alla ricorrenza. Dopo le precedenti tappe svolte a Termoli e a Rende, l’iniziativa si è conclusa presso la Galleria di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Perugia, nella sede di Casalina, grazie alla collaborazione del Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e con il patrocinio del Comune di Deruta. L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra studiosi, ricercatori ed esperti impegnati nella tutela dell’ambiente e della fauna selvatica. L’apertura dei lavori è stata caratterizzata da un ricordo dedicato a Elio Augusto Di Carlo, figura considerata tra i fondatori della Società Ornitologica Italiana.

Il dibattito sulle aree protette

La parte centrale dell’incontro è stata dedicata alle problematiche che interessano le aree protette italiane. Durante le sessioni scientifiche, gli interventi hanno approfondito il rapporto tra conservazione della biodiversità e trasformazioni sociali e territoriali. Gli esperti hanno evidenziato come sia sempre più necessario misurare e monitorare l’incidenza delle attività umane sui territori sottoposti a tutela. Bracconaggio, attività illegali, disturbo della fauna selvatica, alterazione dei siti di nidificazione e abbandono dei rifiuti sono stati indicati tra i principali fattori di pressione che mettono a rischio gli ecosistemi. L’attenzione si è concentrata anche sulla necessità di disporre di dati aggiornati e strumenti adeguati per comprendere l’evoluzione delle criticità e pianificare interventi efficaci. Secondo quanto emerso nel corso del confronto, la protezione dell’ambiente richiede una costante attività di osservazione e una collaborazione sempre più stretta tra enti, istituzioni e comunità locali.

La questione delle risorse economiche

Uno dei temi più sentiti è stato quello legato alla disponibilità di finanziamenti. Nel corso del dibattito è stata espressa preoccupazione per la contrazione delle risorse pubbliche destinate alle aree protette. In diversi casi, è stato osservato come alcune realtà siano costrette a sostenersi quasi esclusivamente attraverso gli introiti generati dalle visite guidate e dalle attività rivolte ai visitatori. Una condizione che rende più complessa la gestione ordinaria e limita la capacità di programmare interventi di lungo periodo. Per affrontare queste difficoltà è stata illustrata la proposta di una struttura regionale di supporto capace di affiancare gli enti gestori. L’obiettivo sarebbe quello di garantire competenze specialistiche e supporto operativo sia nella gestione quotidiana sia nella pianificazione strategica.

Una proposta per intercettare nuovi fondi

La possibile struttura di supporto, secondo quanto discusso durante l’incontro, potrebbe svolgere anche un ruolo importante nella ricerca di nuove opportunità finanziarie. Tra i compiti individuati figurano infatti l’individuazione di bandi dedicati, l’accesso a specifiche linee di finanziamento e la partecipazione a programmi sostenuti da fondi europei. La finalità è quella di rafforzare la capacità progettuale delle riserve e favorire una maggiore stabilità economica. Il tema delle risorse è stato affrontato come un elemento decisivo per garantire la continuità delle attività di conservazione, ricerca e monitoraggio svolte nelle aree di maggiore valore naturalistico.

Ricerca scientifica e divulgazione

Ampio spazio è stato dedicato anche alla comunicazione scientifica. La Società Ornitologica Italiana ha ribadito il valore strategico della divulgazione e dell’accessibilità dei dati raccolti negli anni attraverso censimenti e monitoraggi. La diffusione delle informazioni rappresenta infatti uno strumento essenziale per accrescere la consapevolezza sull’importanza della biodiversità e sul ruolo svolto dalla ricerca nel supportare le politiche di tutela ambientale. Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche i risultati ottenuti dagli atlanti ornitologici urbani, considerati strumenti utili per analizzare l’evoluzione delle popolazioni di uccelli nel tempo e per valutare lo stato di salute degli ecosistemi cittadini.

Il ruolo delle aree verdi urbane

Dall’analisi dei dati emersi negli anni è stata confermata l’importanza delle aree verdi presenti nei contesti urbani. Il confronto tra le rilevazioni effettuate in periodi differenti ha consentito di evidenziare variazioni nella presenza delle specie e di individuare il valore ecologico di parchi, giardini e spazi naturali inseriti nelle città. Secondo quanto illustrato durante l’iniziativa, questi ambienti rappresentano veri punti di riferimento per la biodiversità e meritano particolare attenzione nell’ambito delle strategie di conservazione, come riporta il comunicato della Redazione Stampa – Provincia di Perugia.

A completare il programma è stata allestita la mostra fotografica “Voliamo a Deruta”, curata dal fotografo naturalista Gino Gio, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso dedicato alla scoperta della fauna e del patrimonio naturalistico locale.

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