Dieci anni di screening del colon retto in Umbria, ottimi risultati

Dieci anni di screening del colon retto in Umbria, ottimi risultati

Dieci anni di screening del colon retto in Umbria, ottimi risultati Il tumore del colon retto rappresenta una delle patologie neoplastiche più diffuse e con tassi di sopravvivenza più bassi nella popolazione italiana, per questo motivo è fondamentale aumentare l’adesione allo screening in modo da individuare eventuali lesioni in fase iniziale e diminuire sensibilmente la mortalità. In Umbria è la seconda causa di morte per tumore, sia per i maschi che per le femmine, ma i dati provenienti dal registro tumori umbro, dimostrano, soprattutto per i maschi, una significativa diminuzione della mortalità a partire dal 2012, grazie all’attivazione del programma di screening.

Sono questi i temi su cui si è discusso venerdì 30 novembre all’Ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla, durante un seminario organizzato dalla dr.ssa Maria Donata Giaimo, Coordinatore screening della Usl Umbria 1, per riflettere sui risultati ottenuti dalla attivazione di questo programma di sanità pubblica. Presenti Luca Barberini, Assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Pasquale Parise Direttore Sanitario Usl Umbria 1, Fabrizio Stracci Direttore Regitro Tumori Umbria e Basilio Passamonti Responsabile Laboratorio Unico Screening Usl Umbria 1.

“In Umbria lo screening per la prevenzione dei tumori del colon retto, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci nella popolazione di età compresa tra i 50 e i 74 anni, è attivo ormai da più di dieci anni – ha sottolineato Maria Donata Giaimo – e ha raggiunto risultati ben superiori alla media nazionale, sia in termini di adesione al test di ricerca del sangue occulto nelle feci (47% in Umbria contro il 40,6% dell’Italia) che alla colonscopia (82% dell’Umbria contro l’81% dell’Italia).

Lo screening del colon retto funziona anche in virtù delle scelte fatte dalla nostra Regione al momento della progettazione come la convenzione con Poste Italiane per l’invio a domicilio del kit per il prelievo e l’invio gratuito per l’utente, del campione al Laboratorio Unico di Screening della USL Umbria 1, la centralizzazione della programmazione e della attività laboratoristica di primo livello per tutta la regione presso lo stesso laboratorio, l’accordo con i MMG per la promozione attiva dello screening, attraverso il portale aziendale della medicina di base e il confronto costante con i professionisti del settore e l’investimento in tecnologie sempre più innovative”.

“In Umbria – ha ricordato Luca Barberini, Assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare – tutti gli screening offerti per la prevenzione di diverse forme di cancro registrano un’adesione importante, con percentuali di assoluto rilievo, anche sopra la media regionale. Quello colon rettale è al 47%, il mammografico al 69% e alla cervice uterina al 60%. Dati incoraggianti, grazie alla competenza dei nostri operatori sanitari e alla buona organizzazione della sanità umbra. Dobbiamo però lavorare di più per sensibilizzare quella parte di cittadini che non utilizza questo importante strumento di tutela della salute. Al tempo stesso, dobbiamo investire più risorse sulla prevenzione e sulla rete dell’assistenza territoriale, con una visione meno ospedalocentrica e più vicina ai nuovi bisogni di salute dei cittadini”.

Durante il seminario, alla presenza dei MMG della Media Valle del Tevere, il dr. B. Passamonti responsabile Laboratorio Unico Screening Umbria, ha presentato il trend dei principali indicatori di questo programma di screening, attraverso il confronto con i dati degli altri programmi regionali, mentre il prof. Fabrizio Stracci, Direttore del Registro Tumori Umbria, ha illustrato i dati che derivano dall’analisi della incidenza e soprattutto della mortalità per cancro del colon retto.

Negli interventi successivi il dr. Lucio Sarpi responsabile Gastroenterologia USL Umbria 1, ha affrontato il tema della necessità di conciliare la innovazione tecnologica con l’applicazione costante, attraverso un confronto serrato tra professionisti, con le linee guida internazionali; la dr.ssa Pireddu, medico anatomopatologo, quello dell’importanza della condivisione tra anatomopatologi dell’utilizzo di una classificazione comune delle lesioni, mentre il dr. Tiziano Scarponi, in qualità di rappresentante dei MMG ha richiamato l’attenzione sul ruolo fondamentale esercitato da questi professionisti nella promozione della adesione degli assistiti a questo programma di sanità pubblica. Infine la dr.ssa Silvia Pagliacci, in qualità di presidente Sunifar, ha illustrato le possibilità di ulteriori collaborazioni con le farmacie umbre.

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