San Francesco a Todi, il viaggio umano debutta nel Festival

San Francesco a Todi, il viaggio umano debutta nel Festival

Quartullo racconta il Santo nel Chiostro Montesanto di Todi.

📌 FLASH NEWS – Il Viaggio di Francesco debutta venerdì 28 agosto alle 21 al Chiostro Montesanto di Todi. Scritto e diretto da Pino Quartullo, lo spettacolo apre la trilogia del Todi Festival dedicata al Santo di Assisi nell’VIII centenario.


Il debutto al Todi Festival

Il Viaggio di Francesco, spettacolo scritto e diretto da Pino Quartullo e liberamente tratto dal romanzo La sapienza di un povero di Éloi Leclerc, debutta al Todi Festival venerdì 28 agosto 2026 alle ore 21. La rappresentazione sarà ospitata nel Chiostro Montesanto, in viale Montesanto 18 a Todi, e aprirà la trilogia che la manifestazione umbra dedica a San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte.

La produzione è presentata da Maximo Event, in collaborazione con SB Management e La Città Degli Artisti. Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comitato Nazionale San Francesco 1226-2026 ed è indicato tra i progetti speciali del Ministero della Cultura 2024.

Al centro della messinscena non c’è soltanto l’immagine universalmente conosciuta del Santo di Assisi, ma soprattutto la sua dimensione più intima. Lo spettacolo sceglie infatti di raccontare un Francesco fragile, attraversato dai dubbi, provato dalla malattia e chiamato a confrontarsi con una fase particolarmente complessa della propria esperienza spirituale.

Francesco dopo il ritorno dalla Terra Santa

La vicenda prende avvio dal ritorno di Francesco dalla Terra Santa, dove si era recato con l’intenzione di costruire un ponte pacifico tra religioni. Nel frattempo, però, la comunità nata intorno al piccolo gruppo dei primi compagni è profondamente cambiata.

Quello che inizialmente era un nucleo ristretto è ormai diventato un ordine composto da migliaia di frati. All’interno di questa nuova realtà, Francesco incontra difficoltà nel continuare a essere riconosciuto come riferimento carismatico. Uno degli elementi di tensione è rappresentato anche dalla severità della Regola.

La narrazione teatrale concentra così l’attenzione su un momento nel quale la dimensione umana e quella religiosa entrano continuamente in relazione. Francesco non viene presentato come una figura distante e priva di incertezze, ma come un uomo costretto a misurarsi con il dubbio e con il peso delle proprie scelte.

Il ritiro alla Verna e il silenzio

Provato dalla malattia che lo condurrà alla morte, Francesco decide di ritirarsi con pochi frati nell’eremo della Verna. Cerca il silenzio, la vicinanza a Dio e una risposta alle domande che lo accompagnano.

È proprio questa esperienza di oscurità della fede a rappresentare uno degli elementi centrali dello spettacolo. La drammaturgia affronta un passaggio meno frequentemente raccontato della vicenda francescana: il confronto del Santo con il silenzio di Dio e con il timore di avere frainteso il significato della propria missione.

Nel percorso immaginato per il palcoscenico, Francesco torna anche a confrontarsi con la natura, elemento fondamentale della sua esperienza spirituale. Il rapporto con il creato accompagna progressivamente il protagonista verso il dolore della croce e l’esperienza delle stimmate, fino al cammino che conduce al Cantico delle Creature.

Un Francesco tra spiritualità e teatro

La figura proposta dalla rappresentazione conserva una doppia dimensione. Da una parte rimane il Santo capace di parlare alla sensibilità religiosa; dall’altra emerge un personaggio teatrale caratterizzato da slanci, fragilità, contraddizioni e interrogativi profondamente umani.

La regia di Pino Quartullo costruisce il racconto anche attraverso un articolato utilizzo delle luci. Il disegno scenico accompagna i diversi passaggi della vicenda, valorizzando i momenti più significativi del percorso interiore del protagonista.

Un ruolo costante è affidato inoltre alla musica, curata dallo stesso regista. La componente sonora attraversa l’intero spettacolo utilizzando riferimenti provenienti dal repertorio cinematografico, dalla musica pop e dalla tradizione popolare. A questi si affiancano momenti di canto e composizioni originali di Roberto Laneri e Gaetano Marsico, quest’ultimo presente anche nel cast.

Giulio Tropea interpreta San Francesco

A interpretare San Francesco è Giulio Tropea, affiancato da un gruppo di attori giovani con esperienze professionali maturate anche in differenti ambiti dello spettacolo.

Roberto Fazioli interpreta Frate Tancredi e assume inoltre i ruoli del frate dissidente, di Cristo, del Messo di Satana e del Demonio. Massimiliano Viola Grosso veste i panni di Frate Leone, mentre Gaetano Marsico interpreta Frate Masseo.

Simone Sabia porta in scena Frate Rufino e Giorgio Melone interpreta Frate Ginepro e il Giovane Prete. Rachele Sarti assume invece i ruoli di Santa Chiara e della Morte, due presenze legate a momenti differenti del percorso raccontato sul palcoscenico.

La produzione si avvale inoltre della consulenza di Frate Simone Castaldi, inserita nel lavoro dedicato alla costruzione teatrale della figura francescana.

Le precedenti rappresentazioni dello spettacolo

Prima dell’appuntamento di Todi, Il Viaggio di Francesco è stato rappresentato in numerosi luoghi religiosi e spazi di particolare valore storico e culturale. Tra questi figura Assisi, dove lo spettacolo è arrivato nella piazza della Porziuncola, insieme a Gubbio e San Giovanni Rotondo, nel Santuario di Padre Pio.

La produzione è passata anche dal Sacro Monte di Varallo e dalla Basilica di San Biagio di Finalborgo. Diverse inoltre le tappe romane, con rappresentazioni a Castel Sant’Angelo, al Pantheon, all’Ara Coeli e al Festival di Tor Bella Monaca.

Il debutto al Todi Festival inserisce ora il lavoro di Quartullo nel programma dedicato alla ricorrenza francescana, portando il racconto in uno spazio come il Chiostro Montesanto.

Una trilogia dedicata al Santo di Assisi

L’appuntamento del 28 agosto assume un significato specifico all’interno del Todi Festival perché inaugura la trilogia dedicata a Francesco d’Assisi nell’ambito delle iniziative legate all’ottavo centenario della morte.

Il punto di partenza scelto dalla produzione è il testo di Éloi Leclerc, dal quale Pino Quartullo ricava liberamente una drammaturgia concentrata soprattutto sulla fase più problematica e interiore dell’esperienza francescana.

La narrazione non si limita quindi agli episodi maggiormente conosciuti della vita del Santo. Il centro del racconto diventa il passaggio nel quale Francesco, indebolito fisicamente e di fronte ai cambiamenti avvenuti nella comunità cresciuta intorno a lui, si interroga sul proprio cammino e sul significato della propria relazione con Dio.

L’appuntamento al Chiostro Montesanto

Il Viaggio di Francesco andrà in scena venerdì 28 agosto 2026, alle ore 21, al Chiostro Montesanto di Todi, in viale Montesanto 18.

Attraverso recitazione, musica, canto e illuminazione scenica, lo spettacolo ricostruisce così una fase della vita di Francesco segnata dalla sofferenza e dalla ricerca spirituale. Il racconto attraversa il ritorno dalla Terra Santa, le difficoltà incontrate all’interno dell’ordine, il ritiro alla Verna, il dubbio, le stimmate e il rapporto con il creato.

Ad aprire la trilogia francescana del Todi Festival sarà quindi un ritratto costruito intorno all’uomo prima ancora che all’icona, nel quale la fragilità e le contraddizioni diventano parte essenziale del percorso teatrale dedicato al Santo di Assisi.

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