Rifiuti in centro, si cambia, le proposte del Comune di Todi a Gesenu

Gesenu ha accolto le osservazioni, impegnandosi a fornire risposte in ordine ai problemi sollevati entro qualche giorno

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Rifiuti in centro, si cambia, le proposte del Comune di Todi a Gesenu

TODI – La rivoluzione dei rifiuti comincia a muovere i primi passi. Il sindaco, Antonino Ruggiano, lunedì ha incontrato l’ingegner Massimo Pera, responsabile della Business unit igiene ambientale di Gesenu, per cominciare ad affrontare il tema della raccolta dell’immondizia e tracciare un percorso di ristrutturazione del servizio. In particolare, uffici comunali e tecnici dell’azienda hanno concordato di mettere mano alla revisione del contratto di servizio, con l’obiettivo di individuare e risolvere le criticità più evidenti che interessano la città di Jacopone.

Nel breve periodo l’amministrazione comunale ha chiesto a Gesenu di fornire risposte rispetto alla sostituzione dei cassonetti attualmente utilizzati nel centro storico con elementi nuovi e di diversa foggia e materiali, affinché possano essere più aderenti alla nuova idea di decoro per la città. E’ stata anche chiesta la predisposizione di una nuova dislocazione dei cassonetti nel centro storico con l’obiettivo di creare un diverso ed inferiore impatto sul decoro e restituire una migliore immagine della città.

Uno dei punti su cui l’amministrazione comunale ha più insistito è stato l’immediato spostamento dei mezzi della Gesenu che ad oggi vengono parcheggiati vicino all’ingresso dell’ascensore di Porta Orvietana creando però, soprattutto con le alte temperature di questi giorni, un cattivissimo odore che non rappresenta un bel biglietto da visita per chi usufruisce del parcheggio e del servizio navetta.

Gesenu ha accolto le osservazioni, impegnandosi a fornire risposte in ordine ai problemi sollevati entro qualche giorno. L’analisi puntuale del contratto di servizio andrà poi a individuare tematiche più stringenti come l’entità della tariffa e la valorizzazione degli sforzi che i tuderti stanno facendo per la raccolta differenziata, che ha superato nel 2016 la soglia del 73% e che – a differenza di quanto accade oggi – dovrà avere un riscontro anche sulle bollette che pagano i cittadini.

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