Questionario Omofobico, Consalvi, non ammissibile sottoporre a tortura

Questionario Omofobico, Consalvi, non ammissibile sottoporre a tortura

Questionario Omofobico, Consalvi, non ammissibile sottoporre a tortura

Vogliamo esprimere il nostro punto di vista in merito alla clamorosa notizia, relativa al questionario che verrà sottoposto agli studenti della terza media e quarta superiore di 54 scuole umbre sorteggiate a campione e che sembrerebbe finalizzato a prevenire e contrastare fenomeni di bullismo. Leggendo integralmente e con estrema attenzione il “questionario”, realizzato dal “Dipartimento di Filosofia” dell’Università di Perugia nella persona dal professor Federico Batini, si comprende fin da subito che i quesiti proposti sono di un qualunquismo sconcertante e pericoloso, in quanto indagano l’omofobia attraverso luoghi comuni e stereotipi, istituendo collegamenti con le posizioni politiche e di fede religiosa degli studenti.

Infatti, fra le prime domande, gli alunni dovrebbero indicare se e quale fede professano e a quale area politica si sentono più affini. Inoltre, dopo aver espresso il proprio orientamento di genere (fra cui spicca quello “asessuale”, leggasi “Gender”), inizia un bombardamento ideologico sulla percezione della donna: “Quando una donna ha indotto un uomo a dichiararsi, generalmente tenta di mettergli il guinzaglio” oppure “Gli uomini sono incompleti senza le donne”. Si passa poi alla sezione riferita all’omosessualità e l’orientamento di genere, in merito alle quali i ragazzi devono prendere posizione: “L’omosessualità è un disturbo psicologico”, “L’omosessualità è una forma di sessualità inferiore”, “Sento che non ci si può fidare di una persona omosessuale”, “Trovo che il movimento omosessuale sia una cosa positiva”, “La legalizzazione dei matrimoni dello stesso sesso smantellerà i principi su cui si fonda la società”, “Una donna lesbica può essere un buon genitore” e altre “domande” del genere.

Secondo noi si tratta di un “indottrinamento ideologico” sconvolgente e raccapricciante figlio di una regione da troppi anni sotto un “regime” al quale occorre porre un freno prima che sia troppo tardi per i nostri figli e per tutte le generazioni future. Sebbene riteniamo indispensabile combattere ogni forma di discriminazione tra cui anche quelle a sfondo sessuale, certe domande rivolte a studenti di terza media sono a dir poco inopportune.

Da ultimo, ogni volta che a scuola si volessero svolgere iniziative non direttamente attinenti la didattica, sarebbe ovviamente necessario esplicitarne l’obiettivo ed il patto educativo perseguiti in maniera chiara ed insindacabile. Per questo sollecitiamo tutti i genitori a firmare all’inizio di ogni anno scolastico il consenso informato promosso dal “Comitato Art. 26” e ringraziamo per il non facile lavoro portato avanti sia da loro che dal “Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

Non dimentichiamo che il consiglio regionale Umbro il 04/04/17 ha approvato la legge contro l’omofobia ovvero quelle «norme contro le discriminazioni e le violenze di genere determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere» chieste a gran voce dalle associazioni del mondo Lgbt e non solo oltre ad approvare un emendamento per lo stanziamento di € 40.000,00 di soldi pubblici.  Non a caso il Sindaco Todini ha sottoscritto lo scorso 20 settembre il “Protocollo Omofobia” come portavoce di tutta la “Zona Sociale 4” seguendo il diktat della Presidente Marini.

La nostra speranza è che i dirigenti scolastici di tutti gli istituti coinvolti non sottopongano gli studenti a tale “violenza” psicologica, a costo di attuare ogni azione utile a far si che ciò non accada.

Roberto Consalvi e Manuela Taglia

“Fratelli d’Italia” Comune di Marsciano

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