Manuel Valentini, Pd, su cura territorio e lotta all’abusivismo edilizio

Manuel Valentini, Pd, su cura territorio e lotta all’abusivismo edilizio

Manuel Valentini, Pd, su cura territorio e lotta all’abusivismo edilizio

da Manuel Valentini
Gli eventi drammatici di carattere meteorologico che hanno colpito l’Italia da Nord a Sud nelle scorse settimane hanno svelato ancora una volta un paese sempre più fragile ed insicuro, con frane devastanti ed eventi alluvionali che aumentano a dismisura anno dopo anno. Alla base di ciò vi sono i cambiamenti climatici ed il consumo sfrenato di suolo, con i nostri territori deturpati dalla cementificazione, come ampiamente denunciato da Legambiente nell’ultimo report del novembre del 2017 dedicato al rischio idrogeologico in Italia.

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Qual è stata la reazione della maggioranza gialloverde a questi eventi calamitosi, che stanno lì a ricordarci come la vera emergenza del XXI secolo non sia rappresentata dall’immigrazione, quanto piuttosto dalla questione ambientale? Volendo rimanere confinati nel campo del folklore, degne di nota sono le sparate del ministro dell’Interno Salvini contro gli “ambientalisti da salotto” e il Pd (in ossequio al mantra quotidiano “E ALLORA IL PD????!!!!!!!!!!”) e gli avvilenti deliri clowneschi di Beppe Grillo, secondo cui il riscaldamento globale non è nient’altro che una gigantesca montatura complottistica.

Al di là di queste sparate, verso le quali non si sa se a prevalere debba essere il riso o la pietà, ben più preoccupazione destano le linee di indirizzo politico-amministrative delineate dalla maggioranza gialloverde in materia ambientale ed i primi provvedimenti legislativi ad esse corrispondenti, approntati, peraltro, quasi in contemporanea ai drammatici eventi poc’anzi menzionati.

In primo luogo, non può che essere evidenziata l’incomprensibile rinuncia ai fondi Bei (Banca Europea per gli Investimenti) previsti per finanziare gli interventi contro il dissesto idrogeologico nel Centro Nord, con la motivazione, addotta dal ministro Costa, che quelle risorse non servono, che ce ne sono già abbastanza e che sarà comunque possibile valutare il ricorso al mutuo Bei qualora perverranno nuovi progetti cantierabili non finanziabili sulla base delle risorse disponibili. Una vera e propria follia, che vuol dire privarsi di 800 milioni di euro e dire addio a numerosi interventi già cantierabili, condivisi con le Regioni dalla struttura di missione “Italia Sicura”.

In secondo luogo, è propria ad “Italia Sicura” che va rivolta l’attenzione. Con essa si fa riferimento alla Struttura di Missione per la riqualificazione dell’edilizia scolastica istituita dal governo Renzi (poi mantenuta ed ulteriormente finanziata dal governo Gentiloni) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui il governo del cambiamento ha pensato bene di non rinnovare il mandato.

Negli ultimi quattro anni sono stati stanziati ben 10 miliardi di eur0 per l’edilizia scolastica, di cui più di 5 già spesi da Comuni, Province e Città Metropolitane per interventi di messa in sicurezza e realizzazione delle scuole. Una cifra notevole, maggiore di quella stanziata negli ultimi venti anni dai precedenti esecutivi. Sono stati edificati oltre 300 nuovi edifici scolastici in tutta Italia e le task force edilizia scolastica hanno monitorato sul campo oltre 2.100 interventi in 15 diverse regioni.

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Tanto per dare l’idea, nel territorio tuderte, grazie ad “Italia Sicura” e al lavoro intelligente della precedente giunta di Centrosinistra, sono arrivati quasi due milioni di euro (esattamente 1.808.896), che sono andati a finanziare quattro interventi di riqualificazione riguardanti la scuola primaria di San Fortunato, la scuola media Cocchi-Aosta e l’istituto agrario Ciuffelli.

Infine, a fronte di tanti proclami a favore della legalità e dell’onestà, Lega e Movimento Cinque Stelle hanno pensato bene di infilare nel decreto legge su Genova una gragnuola di norme per cui, nel comune di Ischia, a tutte le istanze di condono – ossia presentate ai sensi di tutti e tre i condoni edilizi, quelli del 1985, 1994 e 2003 – relative agli immobili danneggiati dal sisma del 2017 andranno applicate le norme stabilite dalla legge n. 47 del 1985, vale a dire quella del primo condono edilizio. Ciò vuol dire, in poche parole, che le disposizioni del 1985 ora potranno essere usate anche per abusi realizzati sino al 2003, inclusi quelli che, senza la nuova norma ad hoc, sarebbero rientrati nel regime del cosiddetto terzo condono edilizio, più restrittivo dei due precedenti.

Un bel cambiamento, insomma: ripartono i condoni edilizi e tre lustri di consolidata giurisprudenza costituzionale ed amministrativa a tutela del paesaggio – una prerogativa, giova rammentarlo, sancita dalla Costituzione – vengono buttati al macero per favorire l’abusivismo in un territorio fragile come quello ischitano.

Che dire? Aveva proprio ragione lo storico dell’economia Carlo Maria Cipolla quando si premurò di descrivere le leggi fondamentali della stupidità umana, in particolare la terza, secondo cui “una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Ecco, parole più azzeccate di queste per descrivere la politica ambientale del governo gialloverde non esistono.

Manuel Valentini consigliere comunale e capogruppo pd

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