La Storia va raccontata tutta e non riscritta con Massimo Recchioni

17 febbraio alle ore 17 presso il locale "Sala Tiberina" di Pian di Porto di Todi

Giorno del Ricordo 10 febbraio la storia va raccontata tutta
Massimo Recchioni ph vignaclarablog.it

La Storia va raccontata tutta e non riscritta dice Rubicondi, Partito comunista

da Rossano Rubicondi
Partito Comunista
La sezione della Media Valle del Tevere del PARTITO COMUNISTA organizza per domani 17 febbraio alle ore 17 presso il locale “Sala Tiberina” di Pian di Porto di Todi una iniziativa politica dal titolo. ” La Storia va raccontata tutta! Guerra, Occupazione, Annessione. Per una lettura storica dei nostri confini orientali” Il tema delle Foibe a nostro avviso, non può essere disgiunto dal contesto storico nel quale si inserisce. Il dramma della guerra, di 20 anni di occupazione e soprusi fascisti, non possono essere omessi come si è fatto a destra e manca nel giorno del ricordo.

Solo raccontando tutti i fatti accaduti potremmo rendere onore veramente alle vittime italiane innocenti barbaramente uccise ed “infoibate”. Vittime che invece nei giorni scorsi sono stati merce di propaganda in chiave ANTICOMUNISTA.

L’incontro verrà introdotto da Rossano Rubicondi membro del Partito Comunista e vedrà l’intervento di Francesca Antonini del Fronte della Gioventù Comunista. Ospite lo storico Massimo Recchioni che avrà proprio il compito di raccontarci tutta la storia.

Ricordare significa ricordare tutto, compreso che gli infoibati per la stragrande maggioranza erano fascisti finiti nelle foibe dopo 23 anni di soprusi perpetrati sulla popolazione slava. Ricordare significa raccontare le leggi fasciste del ’23 relative all’assimilazione forzata delle popolazioni slave di Fiume e della Dalmazia con la cosiddetta Italianizzazione Fascista.

Ricordare significa raccontare che c’era una guerra terribile e che nel ’41 ci fu l’invasione della Jugoslavia da parte del regio esercito. Ricordare significa parlare dei crimini di guerra, delle fucilazioni di massa che l’esercito italiano e i fascisti perpetrarono con efferatezza insieme agli ustascia Croati; come quello del 12 luglio ’41 nella cittadina di Podhum, dove vennero uccisi tutti i maschi dai 16 ai 64 anni, il resto della popolazione venne deportata nei campi di concentramento e le case vennero incendiate.

Ricordare significa che il dramma degli esuli non fu voluto dal governo Jugoslavo uscito vittorioso dalla guerra di liberazione, ma dal trattato di Yalta prima e poi dal trattato di Parigi che vide il governo italiano firmare la cessione di quei territori.

Una volta ricordato tutto questo allora si può inquadrare correttamente la drammaticità delle Foibe, della risposta violenta dei partigiani Titini alla violenza subita per un quarto di secolo, e delle tante vittime innocenti gettate nelle foibe insieme ai fascisti. Ricordare tutto appunto.

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