Dante’s Hell inaugura il Todi Festival tra danza e acrobazia
📌 FLASH NEWS – Dante’s Hell inaugura il Todi Festival giovedì 27 agosto alle 21 al Teatro Comunale. La creazione di Emiliano Pellisari porta in scena la Divina Commedia con danza acrobatica, illusioni, luci e corpi sospesi. in scena a Todi.
La quarantesima edizione parte dal Teatro Comunale
Sarà Dante’s Hell, nuova creazione di Emiliano Pellisari presentata da NoGravity Theatre, ad aprire la quarantesima edizione del Todi Festival. Lo spettacolo inaugurale andrà in scena giovedì 27 agosto 2026 alle ore 21 al Teatro Comunale di Todi, in via Giuseppe Mazzini 15.
Danza e acrobazia saranno al centro del primo appuntamento della rassegna fondata e diretta artisticamente da Silvano Spada, che ha scelto la produzione di NoGravity Theatre per dare il via al programma dell’edizione 2026.
Lo spettacolo propone una rilettura visiva della Divina Commedia, affidando al movimento dei danzatori, alla costruzione scenica, alle luci e ai suoni il compito di rappresentare un universo ispirato all’Inferno dantesco.
La creazione porta la firma di Emiliano Pellisari, mentre la coreografia è realizzata dallo stesso Pellisari insieme a Mariana P, impegnata anche nella co-regia e nell’interpretazione. Scene, costumi e disegno luci sono ideati da Emiliano Pellisari, mentre Mariana P cura il music design.
La Divina Commedia raccontata attraverso i corpi
Il linguaggio scelto da NoGravity Theatre unisce teatro fisico, danza e acrobazia. La scena diventa uno spazio nel quale i movimenti dei performer producono l’impressione di superare le normali leggi della gravità.
I danzatori levitano, fluttuano e costruiscono figure sospese, mentre corpi, illuminazione e suoni concorrono alla rappresentazione dell’universo dantesco. La componente aerea dialoga continuamente con quella terrestre, alternando la percezione dello sforzo fisico alla leggerezza delle immagini.
Il risultato scenico nasce dalla combinazione tra precisione tecnica e dimensione poetica del movimento. I corpi degli interpreti non vengono utilizzati soltanto come strumenti della coreografia, ma diventano elementi della scenografia e costruiscono composizioni umane destinate a trasformarsi durante lo spettacolo.
La rilettura dell’Inferno passa così attraverso immagini e movimenti anziché attraverso una rappresentazione tradizionale del testo.
Un viaggio tra dimensione terrestre e spazio aereo
Il percorso immaginato da Emiliano Pellisari sviluppa un continuo confronto tra alto e basso, sospensione e contatto con il palcoscenico. Gli interpreti compongono architetture corporee apparentemente impossibili, trasformando progressivamente lo spazio teatrale.
Il viaggio prende le mosse dall’Inferno e tende verso una dimensione di bellezza descritta come quasi paradisiaca. La costruzione scenica assume quindi anche un significato simbolico, collegato al percorso dell’uomo verso sé stesso.
L’illusione visiva diventa uno degli strumenti principali dello spettacolo. Le figure sembrano sottrarsi alla forza di gravità, mentre il rapporto tra movimento, luci e musica modifica continuamente la percezione dello spazio.
È proprio questa fusione tra danza acrobatica e ricerca visiva a caratterizzare il lavoro della compagnia e la sua interpretazione della materia dantesca.
Lucifero domina il finale dello spettacolo
Uno dei passaggi centrali di Dante’s Hell arriva nella parte conclusiva con l’apparizione scenografica di Lucifero. La figura viene costruita attraverso una torre composta dai corpi intrecciati degli interpreti.
Alla composizione umana si aggiungono alcuni ventagli che, attraverso il movimento scenico, si trasformano visivamente in ali da pipistrello. Corpo e scenografia finiscono così per fondersi nella stessa immagine.
Il finale rappresenta il punto nel quale la ricerca acrobatica e quella visiva della produzione trovano una delle loro espressioni più articolate. Non si tratta di una rappresentazione affidata a un singolo interprete, ma di una figura costruita collettivamente attraverso i corpi dei danzatori.
L’immagine di Lucifero diventa in questo modo parte integrante del linguaggio scelto dalla compagnia per tradurre sul palcoscenico l’immaginario dell’Inferno.
Il linguaggio scenico di NoGravity Theatre
NoGravity Theatre ha costruito la propria esperienza attorno a un teatro fisico e visivo basato sull’illusione della sospensione, utilizzando il movimento acrobatico come parte integrante della narrazione.
In Dante’s Hell questa ricerca viene applicata alla Divina Commedia attraverso un insieme di immagini nelle quali gli interpreti sembrano perdere peso, galleggiare nello spazio o trasformarsi in strutture sceniche.
La coreografia non procede separatamente dagli altri elementi dello spettacolo. Luci, costumi, musica, movimento e costruzione dello spazio partecipano infatti alla stessa rappresentazione, contribuendo a creare la dimensione sensoriale prevista dalla produzione.
La nuova creazione di Emiliano Pellisari si inserisce quindi nel percorso artistico sviluppato da NoGravity Theatre e utilizza il linguaggio caratteristico della compagnia per confrontarsi con l’universo dantesco.
L’apertura scelta dal direttore Silvano Spada
La presenza di Dante’s Hell nella serata inaugurale nasce dalla scelta del direttore artistico Silvano Spada, che ha voluto lo spettacolo come primo appuntamento della quarantesima edizione della manifestazione.
Il pubblico entrerà così nel programma del Todi Festival 2026 attraverso una produzione costruita sull’incontro tra poesia, acrobazia, danza e illusione teatrale.
L’appuntamento è fissato per giovedì 27 agosto alle ore 21 al Teatro Comunale di Todi. Sul palcoscenico, la rilettura dell’Inferno affidata a NoGravity Theatre inaugurerà ufficialmente la rassegna.
Dalle figure sospese alle architetture costruite dai danzatori, fino alla rappresentazione conclusiva di Lucifero, Dante’s Hell accompagnerà l’apertura del quarantesimo Todi Festival attraverso il linguaggio scenico ideato da Emiliano Pellisari e sviluppato insieme a Mariana P.

Commenta per primo