Hashish nell’auto, sequestrati 2,5 chili e più di 3.700 euro
Un controllo nato dalla segnalazione di un commerciante al Numero Unico di Emergenza 112 si è concluso a Marsciano con l’arresto di un uomo di 43 anni e del figlio sedicenne. I due sono stati sorpresi dai Carabinieri con 2,5 chilogrammi di hashish, suddivisi in 25 panetti, e una somma in contanti pari a 3.710 euro.
Padre e figlio sono stati arrestati in flagranza con l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Marsciano con il supporto dei militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Todi. Tutto è iniziato quando il titolare di un’attività commerciale della zona ha contattato il 112, riferendo di aver notato alcuni individui dal comportamento sospetto nelle vicinanze del proprio esercizio.
Il tentativo di allontanarsi all’arrivo dei militari
La pattuglia è arrivata rapidamente sul posto e i Carabinieri hanno individuato le due persone indicate nella segnalazione. Secondo quanto ricostruito dall’Arma, alla vista dei militari padre e figlio stavano per allontanarsi a bordo di un’automobile, comportamento ritenuto compatibile con il tentativo di sottrarsi al controllo.
I Carabinieri sono riusciti a bloccarli prima che potessero partire. Proprio quanto osservato durante questa prima fase dell’intervento ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti.
È stata quindi effettuata una perquisizione personale e dell’autovettura. Il controllo del mezzo ha portato alla scoperta di un quantitativo consistente di sostanza stupefacente.
Venticinque panetti di hashish nascosti nell’automobile
All’interno della vettura sono stati infatti rinvenuti complessivamente 2,5 chilogrammi di hashish. La droga era stata confezionata in 25 panetti del peso di 100 grammi ciascuno, tutti avvolti con pellicola trasparente.
Il materiale è stato immediatamente sequestrato e successivamente sottoposto agli accertamenti tecnici del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti, struttura istituita all’interno della Terza Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Perugia.
Le analisi hanno permesso di determinare le caratteristiche dello stupefacente e, secondo quanto comunicato dall’Arma, dal quantitativo sequestrato sarebbe stato possibile ottenere 46.731 dosi individuali.
Un dato che ha assunto particolare rilevanza nel quadro degli elementi raccolti durante l’operazione e nelle successive valutazioni investigative.
Sequestrati anche 3.710 euro in contanti
Gli accertamenti dei Carabinieri non si sono limitati allo stupefacente. Nel corso dell’operazione è stata infatti recuperata anche una consistente quantità di denaro.
I militari hanno sottoposto a sequestro 3.710 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono possa essere collegata all’attività di spaccio contestata ai due indagati.
La droga, il denaro e gli ulteriori elementi acquisiti durante il controllo sono stati quindi messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Alla luce di quanto rinvenuto durante la perquisizione e degli elementi investigativi raccolti, il 43enne e il figlio sedicenne sono stati dichiarati in stato di arresto.
Padre trasferito a Spoleto, il sedicenne a Firenze
Le procedure successive sono state differenziate in considerazione dell’età dei due arrestati. Al termine delle formalità previste, il 43enne è stato trasferito nel carcere di Spoleto, mentre il figlio di 16 anni è stato accompagnato all’Istituto Penale per i Minorenni di Firenze.
Entrambi sono rimasti a disposizione delle rispettive autorità giudiziarie in attesa delle udienze per la convalida degli arresti.
Il provvedimento eseguito dai Carabinieri è stato successivamente sottoposto al vaglio giudiziario. Gli arresti sono stati convalidati, ma sono state disposte misure cautelari differenti per padre e figlio.
Arresti domiciliari per il 43enne, comunità per il figlio
Nei confronti dell’uomo di 43 anni è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione. Per il sedicenne è stato invece disposto il collocamento in una comunità per minori.
L’operazione è dunque partita da una segnalazione effettuata da un cittadino e si è sviluppata attraverso il tempestivo intervento delle pattuglie, il controllo dei due sospetti e la successiva perquisizione dell’automobile.
Il procedimento giudiziario proseguirà ora nelle sedi competenti. Le contestazioni mosse nei confronti dei due indagati dovranno essere accertate nel corso del processo e, in base al principio della presunzione di innocenza, padre e figlio non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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