Todi, un nuovo vigile urbano dalla Polizia provinciale

È in servizio dal primo settembre. Assunto con la procedura di mobilità prevista dal decreto del Dipartimento della Funzione pubblica per il ricollocamento del personale appartenente alla Polizia provinciale

Todi: un nuovo vigile urbano dalla Polizia provinciale. La Polizia municipale di Todi potenzia il proprio organico. Dal primo settembre 2016 è entrato in servizio un nuovo vigile urbano, assegnato al Comune a seguito della procedura di mobilità prevista dal Decreto del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio sul ricollocamento del personale appartenente ai servizi di Polizia provinciale.

L’assunzione è stata possibile grazie all’espletamento delle singole fasi del procedimento per la rilevazione del fabbisogno e della capacità di assunzione, e dei dati relativi all’incontro tra la domanda e l’offerta di mobilità, pubblicato sul portale mobilita.gov.it che funge da banca dati e piattaforma di mediazione tra gli enti e la funzione pubblica.

Con il Decreto ministeriale 14 settembre 2015 (“Ricollocazione del personale mediante processi di mobilità”) sono stati stabiliti i criteri per l’attuazione delle procedure di mobilità riservate ai dipendenti in sovrannumero degli enti. Il decreto fissa, inoltre, le modalità e le procedure per il transito del personale appartenente ai corpi e servizi di polizia provinciale dichiarato in sovrannumero nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale.

“Siamo soddisfatti – commenta il Sindaco Carlo Rossini – dell’esito della procedura. Negli ultimi anni le politiche di contenimento delle spese hanno portato ad una riduzione delle forze in servizio alla Polizia municipale. Avere a disposizione più personale in arrivo dalla Provincia, dopo la riforma entrata a regime, ci aiuta a superare le criticità seguite ai tagli.

Speriamo si possano fare ulteriori immissioni in un futuro vicino. Un plauso va agli uffici comunali che hanno svolto un ottimo lavoro, seguendo da vicino tutte le fasi dell’iter previsto dal decreto del Dipartimento della Funzione pubblica”.

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1 Commento

  1. Premesso che non so se l’agente della provinciale è andato volontariamente o meno sul portale nazionale della mobilità ma di certo diversi agenti sono stati costretti ad andarci dopo anni e anni di professione e non mi pare assolutamente simile il lavoro della municipale, con tutto il dovuto rispetto per quest’ultima. Si tratta di due dimensioni lavorative completamente differenti. Purtroppo le miopi riforme pastrocchio generate in materia hanno solo creato caos e confusione un po dappertutto e in taluni ambiti solo oggi si sta iniziando a capire e vedere come di fatto le pseudo inutili province di fatto erano gli enti più utili e vicini al territorio, specie quello periferico. Basta solo pensare alle città metropolitane che sono province con un nome diverso per capire che l abbaglio è stato universale. Sulla provinciale è stato fatto solo caos e comunque idem sulla soppressione dopo 193 anni di un corpo invidiato dal mondo come la forestale. Un parlamento eletto con una legge elettorale definita incostituzionale e un premier nominato poteva fare tutto ciò? Ecco perché il mio NO è d’obbligo al referendum costituzionale e non solo per questi motivi.

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