Livia Ferracchiati porta Todi e l’Umbria alla Biennale di Venezia

L'artista e regista tuderte tra le protagoniste del Festival Internazionale del Teatro

Livia Ferracchiati porta Todi e l'Umbria alla Biennale di Venezia

Livia Ferracchiati porta Todi e l’Umbria alla Biennale di Venezia TODI – L’artista e regista tuderte Livia Ferracchiati sarà tra le protagoniste del Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia in programma dal 25 luglio al 12 agosto 2017. Il programma ideato dal direttore del festival Antonio Latella mette al centro la figura della regista donna e la sua attenzione al linguaggio, con uno spaccato del panorama europeo attraverso 9 registe donne provenienti da Italia, Germania, Francia, Polonia, Olanda, Estonia, per la maggior parte intorno ai 40 anni, con un percorso artistico consolidato. A ognuna di loro il Festival dedicherà una sorta di ritratto, da 2 a 4 spettacoli, quasi tutti in prima italiana, tracciandone il processo creativo.

Livia Ferracchiati, trentunenne, studi di regia alla Paolo Grassi di Milano dove si è diplomata nel 2014, oltre a una laurea in drammaturgia all’Università La Sapienza di Roma, ha esordito alla regia con “Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” e “Sex Workers”, titoli che tracciano un percorso “a temi”, temi che vengono facilmente mistificati, poco conosciuti, che richiedono anche documentazione e inchieste sul campo.

L’artista tuderte porterà in scena alla Biennale di Venezia una sua mini-personale con la rappresentazione di tre suoi spettacoli: “Todi is a small town in the center of Italy” (2 agosto, Tese dei Soppalchi), “Peter Pan guarda sotto le gonne” (3 agosto, Tese dei Soppalchi) e “Stabat Mater” (4 agosto, Tese dei Soppalchi).

“Todi is a small town in the center of Italy”, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria ed interpretato dagli attori della Compagnia dei Giovani dello Stabile, è uno spettacolo teatrale e, insieme, un’indagine sulla provincia italiana, sui limiti che il controllo sociale pone alle libertà individuali. Un’inchiesta sui tabù e la morale ai nostri giorni che chiede al pubblico di farsi, al contempo, oggetto dell’indagine e osservatori di se stessi tramite la scena. Todi diventa così lo specchio della provincia italiana e dell’Italia intera. A Venezia si vedranno anche i primi due capitoli della trilogia sull’identità, un percorso a tappe che racconta l’esperienza della dicotomia fra corpo e mente in fatto di identità di genere, mettendo a fuoco diversi aspetti del disagio di vivere in un corpo che non è percepito come proprio: “Peter Pan guarda sotto le gonne”, semifinalista al Premio Scenario, e “Stabat Mater”.

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